Meno incidenti con le auto senza conducente

Gli ingegneri di Google sono impegnati, da circa sei anni, nelle prove su strada di una flotta di circa 20 veicoli autonomi, cioè auto senza conducente, e in questo periodo di tempo i robot piloti sono stati coinvolti solo in 11 “incidenti minori”. Niente male, vero, come media?

Ma pur avendo i dati sensoriali di un Dio onnisciente e i riflessi che rendono il resto di noi alla stregua di ubriachi, è proprio vero che le auto senza conducente sono la soluzione all’alto numero dei sinistri tra i veicoli?

car-931948_640

I piloti automatici delle auto di Google sono molto bravi a evitare gli incidenti, ma questo non significa che possano impedirci di colpire loro stessi. In molti degli 11 incidenti registrati, infatti, un’auto senza conducente è stata tamponata in un incrocio o perché esitava presso uno stop da parte di un pilota o meglio un’auto con un conducente umano che veniva dietro di essa.

Il problema, come riportato da Grist, sembra infatti essere il seguente. I robot sono dei piloti automatici molto bravi, anzi praticamente perfetti. Quando un pilota umano, potrebbe aver voglia di accelerare per tagliare il flusso del traffico, un auto senza conducente si ferma per ridurre al minimo il rischio di impatto. Intelligente? Forse – ma questo non è molto utile se il robot è troppo intelligente per il resto degli umani che invece premono sull’acceleratore.

In sostanza, tutti potremmo prendere una lezione di guida sicura dalle auto senza conducente guidate dai robot piloti provetti oppure gli ingegneri di Google dovrebbero programmare veicoli autonomi che sono un po’ più simili a noi. Cosa che il Wall Street Journal afferma stiano già facendo, rendendo le auto senza conducente capaci di guidare in maniera un po’ più umana. E quindi imperfetta.

Vorrà dire che vedremo le auto senza conducente ignorare i limiti di velocità e sorpassare dove non si potrebbe? Questo è ancora da valutare.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.