Lampioni a LED: dalle lotte contro l’inquinamento luminoso alla sfida per l’illuminazione globale

Quando si parla di gestione dello spazio pubblico non è mai troppo semplice mettere d’accordo politici e cittadini. Ma c’è un’eccezione: i lampioni a LED, il nuovo efficiente ed economico sistema di illuminazione di vie, piazze e centri abitati. I lampioni a LED a differenza di altri tipi di illuminazione pubblica, durano per sempre, non hanno quasi bisogno di manutenzione e risultano davvero utili per risanare i bilanci comunali costantemente in rosso delle nostre città. Di conseguenza, il 10 per cento dei lampioni di tutti gli Stati Uniti e di moltissime città europee sono stati trasformati in lampioni a LED senza troppo baccano.

Pro e contro dei lampioni a LED

Ma c’è un intoppo. C’è sempre un intoppo. A quanto pare i lampioni a LED non hanno solo virtù dalla loro parte ma anche qualche “contro”. Questa settimana, l’American Medical Association (AMA) ha rilasciato una dichiarazione in cui sottolinea che i lampioni a LED possono costituire un rischio per la salute pubblica, in quanto la forte tinta bluastra delle loro luci interferisce con la nostra produzione di melatonina, rendendo più difficile prendere sonno o addormentarsi.

Lampioni a LED più blu della luna

Ma non solo. A quanto pare la luce profusa da questo nuovo tipo di luci innesca una forte competizione anche con il chiarore lunare. La luna emette infatti un tipico bagliore la cui tinta vira sui toni del blu. Proprio come i nuovi lampioni. Così ai LED, a loro insaputa, riproducendo la luce della luna, si può già ascrivere, secondo alcuni ricercatori, una storia documentata di “scherzi” che hanno a che vedere con le migrazioni degli uccelli, la sopravvivenza dei piccoli delle tartarughe, la deposizione delle uova di salmone e il sesso delle lucciole. Poiché i LED sono più luminosi e più blu (cioè più “lunari”) delle luci che vanno a sostituire, rischiano di mettere in cattive condizioni gli animali e di renderli più irascibili.

lampioni a led contro

La lotta mondiale contro l’inquinamento luminoso

Questo aspetto negativo dei lampioni a LED solleva quindi l’attenzione su un altro problema ambientale delle nostre città metropolitane: quello di riportare indietro la notte. Come ha più volte sottolineato Paul Bogard, autore di The End of Night: Searching for Natural Darkness in an Age of Artificial Light nei paesi più sviluppati del globo è ormai di imminente necessità intensificare gli sforzi contro il problema dell’inquinamento luminoso. L’uso eccessivo di luci e sistemi luminosi sta danneggiando giorno dopo giorno la fauna selvatica e comincia ad avere effetti lesivi per la salute umana: così in alcune parti del mondo nuove iniziative stanno cercando di abbassare il livello delle luci che inondano una parte sempre crescente del pianeta.

La buona notizia, infatti, è che l’inquinamento luminoso, a differenza di altre forme di agenti inquinanti, è totalmente sotto il controllo umano. Spetta all’uomo, infatti, decidere di lasciare alla notte lo spazio che le è proprio e di illuminare meno i propri ambienti. E di mantenere un comportamento illuminato. Un primo passo in questa direzione è stato compiuto nella città di Parigi.

Durante il mese scorso, in Francia, la Città della Luce è diventata sensibilmente più scura a tarda notte grazie all’entrata in vigore di una delle più complete ordinanze cittadine sul tema. Dall’una di notte alle sette di mattina le luci dei negozi sono rimaste spente e le luci interne degli uffici sono state messe a riposo un’ora dopo l’uscita dei lavoratori dai locali. Inoltre, l’illuminazione esterna posizionata sulle facciate degli edifici francesi, d’ora in avanti non potrà essere attivata prima del tramonto. Nel corso dei prossimi anni entreranno in vigore anche dei regolamenti che limiteranno l’illuminazione dei cartelloni pubblicitari.

lampioni a led pro

Tornare a riveder le stelle

Tutte queste misure non avranno solo lo scopo di abbassare i livelli di inquinamento luminoso cittadino e di ripristinare i ritmi naturali degli ecosistemi ambientali, ma anche quello di ridurre le emissioni di anidride carbonica. Con queste nuove regole le emissioni di CO2 verranno infatti decurtate di 250 mila tonnellate all’anno – con un risparmio tra le altre cose di 266 milioni di dollari sul bilancio statale.

La rinnovata attenzione per l’ambiente metropolitano e il suo livello di illuminazione è portatrice infine anche di una nuova consapevolezza. Fino ad oggi parlare di inquinamento luminoso significava tout court intendere il solo inquinamento luminoso astronomico e gli sforzi fatti dai cittadini per arginare il fenomeno della sovrailluminazione delle città erano rivolti in primo luogo al tentativo di riappropriarsi delle notti stellate. Ora invece nella mente degli abitanti metropolitani si fa sempre più strada l’idea dell’inquinamento luminoso ecologico: la lucida consapevolezza che sovvertire i modelli naturali di luce e buio finisca per alterare le strutture e le funzioni degli ecosistemi, provocando un forte impatto sull’ambiente.

lampioni a led

La luce, dal Settecento in poi, è sempre stata sinonimo di progresso. Una lezione presto appresa da tutti gli stati industrializzati. Ma oggi viviamo in un mondo globale, e la “Banana blu” europea – per usare il termine coniato da Brunet –  non rappresenta più l’unica frontiera economica e demografica. Non ci si deve affatto stupire, infatti, che ad eccedere in illuminazione siano oggi i paesi in via di sviluppo situati nella parte più orientale del nostro mondo e che le immagini satellitari rivelino un continente asiatico sempre più incandescente e brillante in proporzione al volume della ricchezza e del tasso di urbanizzazione.

La sfida per l’illuminazione globale

Come conciliare quindi il problema dell’inquinamento luminoso con quello del risparmio energetico, continuando ad utilizzare le luci LED a basso consumo senza alterare gli equilibri ambientali? Come si intuisce facilmente, l’ipotesi della distruzione di massa tutti i lampioni a LED installati nelle nostre città non è una strada percorribile. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, l’AMA ha suggerito allora ai comuni di rifornire i loro lampioni con LED che hanno una temperatura luminosa di 3000  kelvin o meno, un livello che non interferisce con il chiarore lunare. In effetti gli Stati Uniti hanno ancora il 90 per cento dei sistemi luminosi pubblici da sostituire. Dall’altro lato, alla conferenza sul clima di Parigi, gli Stati Uniti e in altri 13 paesi hanno approvato la cosiddetta “sfida per l’illuminazione globale” il piano mondiale che prevede di distribuire 10 miliardi di lampadine a LED in tutto il mondo: ovviamente meno blu, per illuminare meno e illuminarsi meglio.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.