Inventata la siringa per curare le ferite da armi da fuoco

Un gruppo di piccole spugne potrebbe cambiare il modo in cui i primi soccorritori trattano i pazienti vittime di ferite da armi da fuoco. Una start up con sede in Oregon, la RevMedx ha progettato lo XSTAT 30, un dispositivo a forma di siringa utile per iniettare spugne che assorbono il sangue presente in una ferita da arma da fuoco in meno di un minuto, come riportato da Popular Science. La FDA ha approvato il dispositivo per uso civile in un comunicato stampa.

Quando i medici rispondono alle vittime da arma da fuoco, l’obiettivo è quello di mantenere in vita il paziente fino a che non possono essere adeguatamente trasportati in un centro di trattamento. Il loro modo di agire prevede il trattamento della ferita da proiettile con una garza attraverso una forte pressione. Un medico deve porre la garza direttamente nella cavità della ferita, a volte molto profonda nel corpo, e mantenere la pressione sulla ferita.

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“Secondo l’Istituto Americano che si occupa della ricerca chirurgica dell’Esercito, dal 30 al 40 per cento delle morti civili da lesione traumatica sono il risultato di emorragie“, ha detto la FDA. “Di queste morti, una percentuale tra il 33 e il 56 per cento si verifica prima che il paziente raggiunge un ospedale.”

Ecco perché il controllo del sanguinamento in precedenza è un passo fondamentale nel prevenire  lo shock e anche salvare una vita. Nel tentativo di rendere il processo più veloce ed efficiente, la RevMedx ha sviluppato XSTAT 30, di cui è stato concesso l’uso su campo di battaglia nel mese di aprile 2014.

A differenza delle normali spugne, quelle in XSTAT 30 devono essere sterili e biocompatibili. Le piccole spugne sono realizzate in pasta di legno e rivestite di chitosano, una sostanza antimicrobica che coagula il sangue e viene dai gusci di gamberetti.

John Steinbaugh, VP in pensione e Direttore Sviluppo Strategico di RevMedx, ha detto a PBS NewsHour che le spugne si espandono fino a 15 volte le loro dimensioni quando vengono in contatto con il sangue. Una volta che si espandono, le spugne applicano una pressione interna alle pareti della cavità della ferita e creano una barriera per bloccare il flusso di sangue.

Mentre il numero di spugne necessarie per controllare efficacemente una emorragia varia a seconda della ferita, ogni applicatore è in grado di assorbire circa un litro di sangue, secondo la società, e fino a tre applicatori possono essere utilizzati su un paziente. Le spugne nell’ XSTAT 30 possono essere utilizzate per un massimo di quattro ore, secondo la FDA, cosa che conferisce al paziente il tempo per ricevere cure chirurgiche.

Il dispositivo è migliore per ferite in zone dove un laccio emostatico non può essere utilizzato, come l’inguine o le ascelle. Il rovescio della medaglia, però, è che il dispositivo non è destinato a molte zone del corpo, come il torace, l’addome, il pelvi o il tessuto sopra la clavicola.

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