Come controllare il tempo atmosferico con la tecnologia

Per secoli gli esseri umani hanno sognato di sviluppare la capacità di controllare il tempo atmosferico. Un sogno spesso covato in segreto, che avrebbe concesso, a chi fosse riuscito a raggiungerlo, lo stesso potere degli dei. Immaginate quanto sarebbe grandioso poter decidere dove e quanto far piovere, quando far apparire una giornata di sole o evitare un lungo periodo di siccità come pure una tormenta di neve. Di recente, tuttavia, sono stati i grandi squilibri dovuti al cambiamento climatico a far tornare di moda questo tema. 

Quella manipolazione climatica perseguita per secoli attraverso la geoingegneria torna oggi utile agli esseri umani per far fronte ai grandi disastri globali dovuti all’instabilità del pianeta. Il progresso e l’evoluzione tecnologica concedono inoltre una maggiore facilità di accesso ad una serie di strumenti che possono permettere all’uomo di controllare il tempo atmosferico.

Negli ultimi anni i maggiori sforzi per il controllo del tempo si sono concentrati nelle regioni orientali del globo, in particolare nelle regioni che vanno dal Medio Oriente alla Cina. Lì la crescente minaccia globale di eventi meteorologici estremi e cambiamenti climatici improvvisi ha ispirato alcune persone nel creare grandi progetti scientifici per stroncare sul nascere gli uragani o inviare droni suicidi per abbattere i tornado.

Ecco quali sono i principali strumenti tecnologici oggi utilizzati o utilizzabili per controllare il tempo atmosferico.

Controllare il tempo atmosferico con la tecnologia

1 Il cannone antigrandine

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Una violenta grandinata che arriva in un momento inaspettato dell’anno – come ad esempio a primavera inoltrata – può in pochi minuti mandare in fumo mesi e mesi di lavoro sulle colture, oltre che vanificare migliaia di dollari di investimenti. Ma gli Stati Uniti hanno ideato un rimedio tecnologico contro le grandinate improvvise, che ha già ricevuto un numero di brevetto.

Si tratta del cannone antigrandine, un dispositivo che spara onde d’urto contro le nubi temporalesche per evitare la formazione della grandine fuori stagione. Tali onde d’urto sono prodotte da una “miscela esplosiva di gas combustibile e aria” nella camera di combustione del cannone. Per ora questo tipo di dispositivo è in grado di trattate solo piccole aree. La sua portata e la sua velocità di funzionamento gli consentono di sparare per diversi minuti soltanto, ogni 5 o 10 secondi. Il problema principale, quindi, resta la possibilità di intervento su aree più vaste di mezzo chilometro, l’area in cui lo strumento messo a punto risulta efficace.

2 Il laser per far piovere

pioggia

Oltre alle grandinate, anche i violenti acquazzoni possono essere un rischio non solo per l’economia ma anche per tutte le altre attività antropiche che vengono svolte su un determinato territorio. Se il problema atmosferico è rappresentato dalla pioggia, alcuni scienziati hanno dimostrato che alcuni laser possono innescare la crescita di gocce d’acqua che in futuro potrebbero evolvere in gocce di pioggia. Gli esperimenti in questione sono stati guidati da Jerome Kasparian, un fisico che lavora presso l’Università di Ginevra, in Svizzera, il cui team ha testato il laser a infrarossi sul fiume Rodano.

Ma le goccioline d’acqua formate da questi esperimenti con i laser dovrebbero crescere di dimensione per essere veramente efficaci: oggi ancora non si può parlare quindi di una vera e propria pioggia artificiale.

3 Gli aerei per dissipare le nubi

nuvole

Al problema della pioggia è collegato più in generale quello delle nuvole, principali apportatrici dei più evidenti fenomeni atmosferici. Le romantiche nubi, indipendentemente dalla forma che assumono, non sono sempre le benvenute nel mondo moderno, perché foriere di maltempo e possibili disagi per la popolazione. La risposta umana a questo fenomeno naturale è stata quella del cloud seeding, una tecnologia sperimentata fin dal 1940. Tale tecnologia utilizza lo ioduro d’argento (o particelle chimiche simili) per imitare i nuclei di ghiaccio che consentono la crescita delle goccioline d’acqua e delle gocce di pioggia all’interno delle nubi. Aerei, razzi o cannoni sono quindi impiegati per implementare le particelle di cloud seeding nell’atmosfera.

Stati come la California, l’Utah, il Colorado e il Nevada finanziano tuttora progetti per la gestione delle nuvole. La Russia ha utilizzato aerei speciali per mantenere le più forti nevicate lontano da Mosca, mentre la Cina ha sparato razzi e utilizzato cannoni per mantenere il cattivo tempo alla larga dai Giochi Olimpici di Pechino nel 2008.

4 I droni suicidi per arrestare i tornado

tornado

I tornado sono tra i più temibili fenomeni del tempo atmosferico perché a causa della loro forza possono eradicare intere città e lasciarsi alle spalle milioni di dollari di danni. Ma queste nuvole a forma di imbuto tanto terrificanti hanno finalmente incontrato la loro nemesi sotto le spoglie di droni suicidi in grado di rilasciare azoto liquido.

Si tratta di un sistema innovativo già brevettato negli Stati Uniti. L’idea trae ispirazione dal fatto che i tornado assumono il loro movimento rotatorio sulla base delle differenze di temperatura e umidità che si incontrano a diverse altitudini – uno scenario comune è costituito dall’aria fredda che intrappola una massa rotante di aria calda e umida sotto di essa. Il brevetto si propone di interrompere i tornado facendo volare un aereo senza pilota nella regione a bassa quota della spirale, in modo che il drone si rompa e rilasci una sostanza ultrafredda utile a contrastare l’equilibrio dei tornado.

5 Le navi per fermare gli uragani

uragano

Pericolosi almeno quanto i tornado sono poi gli uragani, che negli Stati Uniti d’America hanno una cadenza pressoché ciclica. L’idea per fermare gli uragani è quella di prendere di mira la loro fonte di calore, rilasciata ad alta quota dalla condensazione del vapore acqueo in aumento. Poiché tale vapore acqueo viene dalle acque calde di superficie degli oceani, il dispositivo tecnologico già brevettato nel USA propone che flotte di navi possano mescolare le acque di superficie calde con quelle fredde provenienti dalle profondità dell’oceano. Il raffreddamento della superficie dell’oceano impedirebbe agli uragani di raggiungere la loro fase distruttiva.

Anche Bill Gates, fondatore di Microsoft e filantropo miliardario, non ha potuto resistere all’idea di entrare in azione in merito al controllo del tempo. Gates e molti scienziati sono infatti in possesso di un brevetto per indebolire o addirittura frenare gli uragani nella loro formazione – un’idea che potrebbe teoricamente aiutare a prevenire miliardi di dollari di danni e salvare vite umane.

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