Boeing vuole trasformare il rumore degli aerei in energia

Per ora è solo un’idea ma ha tutte le carte in regola per diventare una grande innovazione. L’azienda costruttrice di aeroplani Boeing ha depositato un brevetto per elaborare “un sistema e un metodo per la produzione di elettricità dall’energia acustica sviluppata da un aereo su una pista.” In altre parole, i ricercatori della casa tedesca stanno cercando di sfruttare il rombo del motore di un jet per trasformarlo in energia.

Gizmodo ha infatti riportato la notizia dicendo che la Boeing descrive tutte quelle onde sonore come uno spreco di energia che l’azienda avrebbe potuto e anzi dovuto mettere a frutto molto tempo fa. Per mettere in pratica questo progetto si dovrebbero però apportare alcuni cambiamenti e alcune migliorie.

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Cambierebbe ad esempio l’aspetto di una pista di aerei rispetto a quelle che siamo abituati a vedere. Il loro rivestimento sarebbe realizzato con migliaia di “collettori” di onde acustiche situati lungo i bordi delle piste, non diversamente da un sistema di illuminazione. Questi dispositivi dovrebbero raccogliere e mettere a fuoco i suoni-EG le e vibrazioni del rombo del motore durante il decollo o l’atterraggio di un aereo. Quindi questa energia derivante dalle vibrazioni verrebbe convertita in un flusso d’aria, alimentando una turbina che genera energia elettrica. Una sottostazione alla fine di ogni collegamento potrebbe raccogliere e trasmettere questa energia alla sorgente ultima.

Una grande idea. Ma potrebbe funzionare? Il MIT ha chiesto ad un ingegnere di valutare la questione del trasformare il suono in energia, e quest’ultimo ha scritto che ciò che l’orecchio umano percepisce come fragore o rumore – il rombo di un motore di un treno o il rumore di uno pneumatico o di un trapano – si traduce in circa un centesimo di watt per metro quadrato. Al contrario, la quantità di luce che colpisce un dato punto della Terra è di circa 680 watt per metro quadrato.

Quindi, in sostanza, potrebbe funzionare ma non produrrebbe molta energia. O almeno, non sarebbe molto efficiente rispetto alle fonti di energia solare o altre energie rinnovabili. Tuttavia, l’idea è intrigante, e se la tecnologia migliora, forse un giorno si potrà rendere più efficiente anche questa idea.

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