Zanzare geneticamente modificate anti malattie: pro e contro

Sono le peggiori nemiche di ogni cittadino all’avvicinarsi della bella stagione, ma anche il principale incubo di ogni turista che voglia recarsi in particolari zone calde del mondo. Nessuno, in effetti, ama le zanzare. Soprattutto quando sono il potenziale veicolo di contagio di alcune incurabili malattie, come il virus Zika. Così, quando in Florida ha iniziato a diffondersi la notizia di un piano per rilasciare nell’ambiente zanzare geneticamente modificate, il progetto ha trovato una moltitudine di sostenitori.

L’origine delle zanzare geneticamente modificate

L’idea è quella di liberare nell’ambiente orde di zanzare maschio modificate per mezzo dell’ingegneria genetica che, accoppiandosi con le femmine – le vere portatrici delle malattie – siano in grado di far loro deporre uova non vitali. Inizialmente molte persone negli Stati Uniti avevano trovato questa idea semplicemente ridicola, quasi uno scherzo.

zanzare geneticamente modificate

Recentemente però un sondaggio ha trovato che il 60 per cento dei residenti della Florida supporterebbe il progetto di creare zanzare geneticamente modificate per combattere le malattie, mentre solo il 30 per cento sarebbe contrario. I sondaggi stanno costantemente scoprendo che grandi maggioranze di americani sono pronti a sostenere l’idea. E il disprezzo di un tempo si è trasformato in un convinto sostegno alla causa.

Cosa è successo in così breve tempo per far cambiare opinione a un così gran numero di persone? Sembra che alla base di questo fenomeno vi sia la paura inconscia del virus Zika. E’ stato l’accumulo di quelle immagini di bambini colpiti da microcefalia, unito alla notizia che le zanzare che trasportano il pericoloso virus ronzano ormai intorno a Miami, ad orientare in senso favorevole gli americani. Senza contare la consapevolezza che il cambiamento climatico introdurrà gradualmente la malattia nelle zone più a nord del globo.

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La vera genesi della percezione del rischio

Questa, secondo gli scienziati, è la perfetta dimostrazione del modo in cui gli esseri umani affrontano i fattori di rischio. C’è dunque un principio che aiuta a spiegare perché si rifiutano alcune cose come troppo rischiose e se ne abbracciano tranquillamente altre. Da qualche anno ci siamo scrollati di dosso il sospetto della radiazione cellulare, ma ci preoccupiamo ancora degli alimenti geneticamente modificati, anche se nessuno dei due ha prodotto alcun male. Ci siamo preoccupati a lungo degli incidenti nucleari, ma non pensiamo troppo al futuro quando ci mettiamo alla guida: eppure il nucleare uccide al massimo 3 persone al giorno negli Stati Uniti, mentre 100 persone rimangono uccise in incidenti stradali di diverso tipo ogni giorno.

Tutto questo può essere spiegato con quello che alcuni definiscono il principio di egocentrismo della percezione del rischio. Le nostre intuizioni circa il rischio sono cioè informate da calcoli concentrati su noi stessi, non concentrati sull’umanità intera o il pianeta. I benefici di ogni variazione o cambiamento nel nostro mondo sono distribuiti in modo non uniforme. Quando i benefici sono concentrati soprattutto sugli altri, è facile per me abbracciare una paura, a volte un semplice scenario di fantascienza, come motivo di opposizione. Ma se diventa chiaro che anche io potrò trarre beneficio da qualcosa, vorrò sapere probabilmente come questi scenari andranno a cambiare in meglio la mia vita. Ne consegue che comincerò ad interessarmi e a soppesare i pro e i contro del cambiamento.

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In altre parole si può affermare che un qualsiasi cambiamento o rischio viene a risvegliare la nostra attenzione solo quando diventare “reale” per noi. Si può vedere come questo fattore entra in gioco anche con il problema del cambiamento climatico.

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I benefici del taglio delle emissioni di carbonio sono diffuse – vanno soprattutto alle generazioni dei non ancora nati. Quindi, se sono un conservatore, predisposto a non dare fede alle previsioni future della scienza del clima, il principio di egocentrismo rende irrazionale per me esaminare le prove. In questo caso per me diventa improbabile vedere alcun beneficio significativo, leggere relazioni scientifiche piuttosto voluminose e difficili, nonché cambiare il mio modo di pensare con il rischio – immediato, in questo caso – di perdere le mie amicizie.

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Zanzare geneticamente modificate contro le malattie: pro e contro

La questione delle zanzare geneticamente modificate assomiglia a quella degli alimenti OGM. Gli agricoltori e le aziende produttrici di sementi raccolgono la maggior parte dei benefici di questo fenomeno. Il resto del pianeta ottiene prezzi più bassi per i prodotti alimentari – ma questo vantaggio si sviluppa in modo così minimo che la maggior parte di noi non ha ancora avuto il modo di accorgersene. Pertanto i rischi non devono essere probabili, o addirittura plausibili, per noi. Ecco perché le persone non sono così inclini a mettere qualcosa di nuovo nel proprio cibo che le benefici direttamente. A livello globale è possibile mettere tutti gli scienziati sulla stessa linea di pensiero, portando a sostegno tutti i dati autorevoli che si desidera, ma ancora una volta, le persone avranno poco incentivo ad affrontare una questione così spinosa.

sistema immunitario delle piante

Ma è un’altra storia quando si vedono i benefici e si possono toccare con mano. I telefoni cellulari offrono chiaramente un beneficio tale che la gente non può fare a meno di usarli, anche quando in realtà dovrebbero farne a meno – come quando, ad esempio, si guida un’auto. L’indignazione per l’uso degli alimenti OGM e della ingegneria genetica per rendere le piante più resistenti non si estende all’uso della stessa ingegneria genetica, ad esempio, in farmacologia.

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Seguire la storia delle zanzare geneticamente modificate significa capire quando si comincia a vedere in questa situazione dei benefici per i singoli individui. L’anno scorso, un sondaggio effettuato tra le persone di Key West ha trovato che il 58 per cento era contrario ad utilizzare la scienza per controllare la diffusione del virus Zika, mentre, l’ultimo sondaggio ha rilevato che solo il 30 per cento degli abitanti della Florida era ancora contrario. Questo semplice fatto suggerisce un cambiamento di mentalità.

Per gli Stati Uniti il vero test arriverà a novembre 2016 quando i residenti dei Florida Keys saranno chiamati a votare per il rilascio o meno, nell’ambiente, di zanzare geneticamente modificate. Questo voto saprà rivelare se la gente di Key West è passata dal sentirsi a proprio agio nello status quo, in cui la sperimentazione di una nuova tecnologia si presentava come un rischio inaccettabile, ad essere pronta a prendere in considerazione una soluzione nuova ma “meno” rischiosa.

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