Tutta la spazzatura spaziale in orbita attorno alla Terra

La Terra è la discarica del nostro sistema solare. Ci sono più di 20.000 pezzi di spazzatura spaziale attualmente in orbita intorno al nostro pianeta, e questo numero è destinato solo a crescere.

Ma come ogni bambino che si rispetti ama lo sporco, la sporcizia non ci ha dato fastidio (beh, per lo meno non dà fastidio  alcuni di noi). Infatti, troviamo un certo diletto in essa. E ora, grazie a Stuart Gray dell’University College of London, siamo in grado di guardare come tutta  questa spazzatura spaziale si è accumulata attorno al nostro pianeta grazie a questa simulazione, una visualizzazione interattiva che l’ingegnere aerospaziale ha fatto per il calendario dell’avvento del Royal Institute chiamato “A Place Called Space“.

spazzatura spaziale

Breve storia della spazzatura spaziale

Tutta la visualizzazione, riporta Grist, è fondamentalmente una lezione di esplorazione dello spazio raccontata attraverso la spazzatura che essa ha lasciato alle spalle. Si comincia dal 4 ottobre 1957, quando la Russia ha lanciato il primo pezzo di spazzatura spaziale, conosciuto nel mondo come lo Sputnik 1.

L’anno successivo, gli Stati Uniti hanno gettato fuori il proprio pezzo di spazzatura spaziale – un piccolo satellite chiamato Explorer 1. Al tempo di Yuri Gagarin, quando è stato completato il primo volo spaziale con equipaggio nel 1961, c’erano già più di 200 pezzi di spazzatura spaziale in orbita. Velocemente si è arrivati al 2000, e il numero era ormai di circa 9.000 pezzi. Nel 2007, un test missilistico cinese ha aggiunto circa 2.000 pezzi al mix, e ora, stiamo in bilico a circa 20.000.

I singoli pezzi di spazzatura spaziale hanno dimensioni che vanno da quelle di una mela alle dimensioni di un autobus e comprendono razzi, detriti di lancio, e qualsiasi elemento casuale di ingegneria umana che possa staccarsi durante le collisioni satellitari.

Di seguito è riportata nel dettaglio la simulazione di Grey. I punti rossi rappresentano i corpi dei razzi, quindi se non fossimo già entusiasti della prospettiva della fabbricazione di un razzo riutilizzabile, forse questo alimenterà le vostre scelte.

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