Piante e CO2: perché il mondo sta diventando sempre più verde?

Un nuovo studio appena pubblicato sulla rivista Nature Climate Change è arrivato ad una interessante, se non del tutto sorprendente, conclusione: la Terra è diventata significativamente più verde nel corso degli ultimi 33 anni. Detto così potrebbe sembrare una cosa positiva per il nostro pianeta. Ma quali sono le cause di questo fenomeno? 

Il motivo principale è costituito dalle grandi quantità di anidride carbonica che gli esseri umani stanno scaricando da decenni nell’atmosfera.

Anidride carbonica o meno, alcuni scienziati ritengono ora che questa possa essere una buona cosa per il mondo. Ma al di là dell’immediato impatto positivo, anche tale fenomeno potrebbe avere delle conseguenze molto negative per l’ambiente. L’effetto verde quasi certamente non durerà, e questo piccolo risultato positivo sarà presto completamente sepolto sotto una lunga, lunga lista di inevitabili disastri.

I satelliti utilizzati per esaminare la crescita della vegetazione nel corso del tempo hanno rivelato che il verde in più proviene da foglie cresciute su piante e alberi. Utilizzando un modello al computer per stimare la crescita delle foglie, si scopre che l’incremento delle aree verdi è servito ad aggiungere circa 18 milioni di chilometri quadrati di nuova vegetazione al mondo, uno spazio grande più di due volte l’area degli Stati Uniti: un risultato davvero sorprendente!

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Piante e CO2: le cause della crescita

La crescita, come anticipato, è dovuta ad un incremento delle quantità di CO2 nell’aria. Le piante usano la luce del sole come energia e convertono la CO2 (più l’acqua) in zucchero, che è immagazzinato come nutrimento. In un certo senso, più CO2 significa più nutrimento per le piante (un processo che viene chiamato fecondazione da biossido di carbonio), quindi in generale c’è una maggiore crescita della flora.

La buona notizia è che le piante sono in grado di assorbire più carbonio dall’atmosfera. La cattiva notizia è che questo non è affatto sufficiente a rimettere il mondo in equilibrio. Ciò è evidente anche dal grafico sottostante, che mostra le quantità di anidride carbonica atmosferica, misurata dal Mauna Loa Observatory alle Hawaii.

anidride carbonica

Come si può vedere, la quantità di CO2 nell’aria è ancora in aumento, nonostante questa vegetazione supplementare. Peggio ancora, il suo aumento ha avuto un picco dal 1980 (circa l’anno di inizio del nuovo studio) al 1995. Se si estende quel grafico, si vede che l’aumento è in atto dal 1995; in altre parole, stiamo immettendo nell’atmosfera ancora di più CO2 l’anno di quanto non abbiamo fatto 35 anni fa.

Tutto ciò dimostra che la crescita delle piante non può tenere il passo con i 40 miliardi di tonnellate di anidride carbonica che gli esseri umani scaricano nell’atmosfera ogni anno.

Tra l’altro, alcune delle zone in cui si sta verificando un aumento della vegetazione si trovano nell’Artico. Quei luoghi sono di solito coperti di neve e ghiaccio, se non fosse per il fatto che le più alte temperature lo hanno portato a sciogliersi. Questo non è un posto che dovrebbe essere verde. Bianco sarebbe molto meglio.

Ambientalisti e negazionisti sul rapporto tra piante e CO2

Naturalmente, questo non ha fermato i negazionisti che tendono ad ignorare le conseguenze scomode, come queste, e invece pensano solo che una Terra sempre più verde potrebbe essere in definitiva una buona cosa per l’uomo.

Ma per coloro che sono contrari a questo tipo di ragionamento semplicistico, la fallacia dell’argomento è duplice. In primo luogo, i molti aspetti negativi del cambiamento climatico, vale a dire il surriscaldamento globale, l’innalzamento del livello del mare, lo scioglimento dei ghiacciai e del ghiaccio marino, le più violente tempeste tropicali, ecc. non vengono da loro riconosciuti. In secondo luogo, gli studi hanno dimostrato che le piante si ambientano, o si regolano, sulla base dell’aumento della concentrazione di CO2 e l’effetto di fertilizzazione tende a diminuire nel tempo.

Naturalmente, i negazionisti negano anche queste evidenze. Arrivano persino ad utilizzare studi come questo per dire che il cambiamento climatico è positivo per l’ambiente: come se un incidente a catena fosse una buona scusa per non lavare più l’auto.

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