Marea rossa: una imponente fioritura di alghe tossiche sboccia sulla West Coast

Già da qualche tempo una grande fioritura di alghe tossiche sta spazzando la costa occidentale degli Stati Uniti, la leggendaria West Coast della California. Un ultimo aggiornamento rivela che non solo la marea rossa è ancora lì, ma è persino più grande, più densa e più tossica di quanto  chiunque avesse sospettato. 

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Insomma, una notizia davvero pessima dal nostro clima che cambia a causa del surriscaldamento globale.

Che cos’è la marea rossa

Questo tipo di fioritura di alghe tossiche – talvolta chiamata “marea rossa” appunto – non è raro. Gli scienziati lo chiamano eutrofizzazione, cioè buon nutrimento per la crescita anomala delle alghe, che di norma si accompagna all’ipossia, ovvero alla riduzione della quantità di ossigeno all’interno delle acque del mare, con conseguenze devastanti per i fragili ecosistemi marini. Ma gli scienziati non hanno mai conosciuto un fenomeno come questo.

La fioritura è emersa a maggio, e si estende ora a migliaia di miglia dalle Isole del Canale al largo della costa della California del Sud fino alle Isole Aleutine dell’Alaska,. Ciò ha sorpreso i ricercatori per la sua dimensione e la sua composizione. Fino ad oggi è quella di più lunga durata, di più alta tossicità e maggiore densità che gli scienziati abbiamo visto.

Le cause delle maree rosse

Gli scienziati ancora non sono certi che il cambiamento climatico sia l’unica colpa del fenomeno – ma sono abbastanza sicuri del fatto che potranno vedere numerose maree rosse come questa in futuro.

I ricercatori devono ancora determinare se, a più lungo termine, il cambiamento climatico globale dovuto ai crescenti livelli di emissioni di gas a serra che intrappolano il calore stanno giocando e giocheranno un ruolo, ma la fioritura massiccia può essere foriera di conseguenze negative a venire in ogni caso.

“Se questo non è dovuto ai cambiamenti climatici, penso che offra una finestra sul futuro di quello che potremmo vedere accadere in alcuni scenari di cambiamento climatico”, ha detto un esperto di cambianti del clima e ricerche oceanografiche. “Quello che sappiamo per certo è che ci sta costando molto”.

La chiusura della pesca di granchi e molluschi in alcuni stati interessati ha portato già a 9,2 milioni di dollari di perdite e ha anche danneggiato altre industrie alimentari del contesto. Ad esempio, alcune varietà colpite sono il salmone, i cannolicchi e i granchi. E’ come se il cambiamento climatico stesse cercando di trasformare tutti in vegetariani.

Via | grist

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