Le macchie solari sono la prova dei cambiamenti climatici

La scorsa settimana, in una riunione dell’Unione Astronomica Internazionale, Frédéric Clette, astronomo presso l’Osservatorio Reale del Belgio a Bruxelles, ha annunciato che l’attività delle macchie solari non è aumentata nel corso dell’ultimo secolo, cos’ come alcuni scienziati credono. Secondo Clette, quei piccoli scoppi di magnetismo sulla superficie del sole sono in realtà rimasti abbastanza costante dal 1715.

Se fosse vero, questa notizia sarebbe un enorme handicap per le persone che non credono nel cambiamento climatico antropogenico, ovvero per coloro che credono che il cambiamento climatico NON sia stato provocato dall’uomo. Dopo tutto, se ci fosse stato un graduale aumento delle macchie solari che si fosse concluso con un picco verso la fine del 20 ° secolo, ovviamente, avrebbe significato che altre erano le cause del surriscaldamento globale, non per forza gli esseri umani.

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Ma niente. Gli scienziati hanno seguito le macchie solari sin da quando Galileo ha puntato il suo telescopio verso il sole nel 1610. Da allora, ci sono stati due importanti record di macchie solari nella storia umana: uno che tiene traccia delle singole macchie e uno che tiene traccia dei grandi gruppi di macchie. Clette ed i suoi colleghi hanno cercato di conciliare alcune discrepanze ben note tra i due record e nel processo hanno scoperto che non c’è effettivamente stato un recente aumento dell’attività delle macchie solari.

Clette e la sua squadra hanno identificato varie fonti di errore sistematico nelle due liste. In altri casi, gli osservatori del cielo si sono concentrati sul riportare altre osservazioni solari, quindi, se le loro note non menzionano le macchie solari questo non significa necessariamente che non fossero presenti.

Il team ha sviluppato un metodo per la scelta di un osservatore principale delle macchie solari per un dato intervallo di tempo, garantendo al tempo stesso che gli osservatori dei periodi adiacenti dessero transizioni fluide. Ricalibrare le due liste ha portato il Grand Maximum, suggerito nella seconda metà del XX secolo, a scomparire – un cambiamento in gran parte dovuto alla correzione dei dati raccolti intorno al 1893, quando l’Osservatorio di Zurigo cambiò direttore.

Se si scopre che un grave errore nella comprensione scientifica ha portato alla “vista di un osservatore che invecchia”, allora sarebbe necessario per la scienza costruire un promemoria di quanto incredibilmente basso era il livello tecnologico dell’astronomia di un tempo.

Qualunque cosa accada al record delle macchie solari, tuttavia, una cosa è certa: i detrattori del cambiamento climatico antropogenico continueranno ad aspettare fino al completo scioglimento dei ghiacciai.

Via | grist

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