La Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie ora anche via flashback

Il delizioso romanzo per bambini – e non solo! – di Lewis Carroll “Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie” compie 150 anni quest’anno. Ma c’è un altro, meno celebre anniversario delle meraviglie che si verifica quest’anno: quello della scoperta della “Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie” (AIWS), un disturbo che ha preso il suo nome proprio dal libro.

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Questa sindrome, così chiamata nel 1955 dallo psichiatra inglese John Todd, è nota da tempo per il suo tratto di coesistere con alcune emicranie. Un nuovo caso di studio, tuttavia, rivela che il mal di testa non è l’unica causa dell’AIWS.

Il paziente sotto studio è un uomo di 26 anni, venuto al supporto degli psichiatri dopo una storia di abuso di alcol, marijuana e LSD (dietilamide dell’acido lisergico, una droga psichedelica). Durante i viaggi provocati dall’LSD, l’uomo avrebbe spesso percepito gli oggetti e le persone a dismisura – le cose sarebbero apparse cioè troppo grandi, troppo piccole, o più lontano o più vicino di quanto non fossero.

Queste distorsioni percettive sono il segno distintivo della Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie, così soprannominata proprio perché Alice sperimenta alcuni sintomi molto simili durante il suo viaggio attraverso il paese delle meraviglie nel racconto di Lewis Carroll.

Gli scienziati e i matematici hanno sempre amato molto il fatto di trarre delle metafore dai libri. E il 2015 è il 150 ° anniversario della pubblicazione del libro fantasy di Lewis Carroll.

Uno strano viaggio

Il viaggio – trip di Alice ha sollevato molti possibili confronti con gli effetti dell’LSD, quindi forse non è una sorpresa che il giovane abbia sperimentato questi sintomi. La cosa strana circa il nuovo caso è che il ragazzo non stava più prendendo LSD quando ha sperimentato questi sintomi. Dopo un brutto viaggio, aveva giurato di smetterla con la droga. Ma i sintomi della sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie sono continuati.

“Per quanto a nostra conoscenza, questo è il primo caso riportato di AIWS in cui i sintomi persistono anche dopo l’interruzione dell’LSD,” hanno scritto sull’Israel Journal of Psychiatry i medici Arturo Lerner, del Lev Hasharon Mental Health Medical Center e della Sackler School of Medicine dell’Università di Tel Aviv, e Shaul Lev – Ran dello Sheba Medical Center in Israele.

In altre parole, i sintomi si sono presentati via flashback nell’uomo (correttamente conosciuti nel gergo scientifico come “disturbo persistente della percezione da allucinogeno”) e si sono manifestati come Sindrome di Alice nel Paese delle Meraviglie. Non è chiaro il motivo per cui l’AIWS persisteva, e il paziente ha rifiutato qualsiasi trattamento con farmaci psicotropi. Dopo circa un anno, le distorsioni di percezione sono andate via, hanno scritto i ricercatori.

Le emicranie di Lewis Carroll

Ma l’AIWS può non sempre essere legata alla droga; a volte parte da una insistente emicrania, ha detto Sheena Aurora, uno specialista neurologo che cura l’emicrania presso la Scuola di Medicina dell’Università di Stanford. Si tratta di un fenomeno raro – aure si verificano solo nel 20 per cento dei pazienti con emicrania, e l’AIWS si è vista in un sottoinsieme ancora più piccolo di pazienti, secondo Science.

La sindrome sembra essere causata da una ipersensibilità del cervello, Aurora ha detto. Questa ipersensibilità inizia tipicamente nel lobo occipitale, la regione visiva nella parte posteriore del cervello. Tuttavia, può diffondersi ai lobi parietali, che si trovano di fronte al lobo occipitale. “L’area parietale è ciò che discerne dimensioni e forme”, ha aggiunto Aurora.

Anche se Lerner e i suoi colleghi non hanno indagato le basi biologiche delle condizioni del loro paziente, hanno suggerito che l’LSD potrebbe avere un effetto tossico temporaneo sul nucleo genicolato laterale, una zona del cervello coinvolto nella percezione visiva. La temporanea insufficienza di questa regione potrebbe causare macropsia (cioè vedere le cose come troppo grandi), micropsia (vedere le cose come troppo piccole), pelopsia (vedere le cose come troppo vicine) e teleopsia (vedere le cose come troppo lontane).

Non ci sono documenti storici che suggeriscono che Carroll abbia mai provato droghe psichedeliche. Ha fatto, tuttavia, esperienza dell’emicrania come scritto nei suoi diari, il che porta all’ipotesi che l’emicrania dell’autore abbia ispirato le avventure connesse ai viaggi di Alice.

Via | livescience

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