Perché il fracking inquina più del carbone e causa terremoti

Per molti, negli Stati Uniti, è la migliore alternativa alla crisi energetica del futuro. Per altri, invece, l’ennesimo disastro ambientale legalizzato a cui è sottoposto il nostro pianeta in nome di una maggiore produzione di energia. Ma quella proveniente dal fracking, in verità, non è affatto un’energia alternativa, un’energia verde. E’ invece un altro dispendioso e altamente inquinante metodo di estrazione delle risorse energetiche fossili, non rinnovabili, come il petrolio e il metano. 

Non tutti sembrano ancora essere convinti di questo: eppure le conseguenze negative del fracking si stagliano sotto la luce del sole. Il lato oscuro di questo nuovo metodo di estrazione è ora perfettamente quantificabile, e molti studi sono anche arrivati a individuare la percentuale di inquinamento apportata dai pozzi attualmente attivi o la maggiore incidenza di terremoti nelle zone in cui le perforazioni hanno preso piede.

Perché il fracking causa terremoti

Il fracking induce l’attività sismica. Sono oramai numerosi gli studi scientifici che hanno dimostrato una diretta connessione tra la fratturazione idraulica e il verificarsi di terremoti. Uno studio abbastanza recente ha ad esempio analizzato l’origine di 77 terremoti minori avvenuti nei pressi del confine tra Ohio e Pennsylvania. Lo studio ha trovato che, anche se è raro che il fracking associato all’estrazione di gas di scisto possa causare terremoti abbastanza grandi da farsi percepire sulla superficie terrestre, i progressi di monitoraggio sismico hanno scoperto un numero altissimo di “terremoti silenti ad alta profondità” associati alla presenza dei pozzi, la cui quantità è aumentata negli ultimi 10 anni.

Gli studiosi hanno trovato che non è solo la perforazione reale e l’estrazione dei minerali a provocare i terremoti; più spesso, la pratica di iniettare acque reflue nei profondi pozzi di smaltimento diventa la causa dei fenomeni sismici. Una volta che la miscela tossica di acqua, sabbia e sostanze chimiche è iniettata sottoterra, può viaggiare per miglia e miglia, cambiando la pressione sulle linee di faglia, e talvolta innescare anche terremoti.

fracking

Questa pratica ha causato un aumento dei terremoti in molte aree dove il fracking è diventato una pratica comune. L’Oklahoma, in particolare, è stato duramente colpito da questo fenomeno. Una volta era uno stato in cui i fenomeni sismici erano pochi e lontani tra loro: dal 1975 al 2008, lo Stato ha avuto, in media, solo tre terremoti all’anno. Nel 2014, invece, i terremoti registrati almeno di magnitudo 3 sono stati 564.

Questo dato si può comprendere a pieno se si pensa che la California, che è il doppio dell’Oklahoma e si trova su una linea di faglia, ha avuto meno della metà dei terremoti. Molte persone nelle regioni dell’Oklahoma dove si estraggono il petrolio e il gas attraverso il fracking sono cautamente tolleranti rispetto ai terremoti a causa del denaro che viene fornito con il boom delle perforazioni. Ma gli scienziati che si occupano del rilevamento geologico dello stato sono preoccupati per questa tendenza e suggeriscono di dismettere al più presto le iniezioni di sostanze nei pozzi.

Perché il fracking inquina più del carbone

Ma il fracking non è solo la causa di una maggiore incidenza dei fenomeni sismici. E’ anche una ulteriore fonte di inquinamento per l’ambiente, cioè un sistema di produzione di energia altamente dispendioso in quanto ad impatto ambientale. Sono tantissime e tutte altamente inquinanti, infatti, le sostanze che il processo utilizza durante la fratturazione idraulica.

Un  rapporto pubblicato da Environment America riporta alcuni numeri grezzi sulla quantità di sostanze utilizzate, sulla base di un insieme di dati raccolti in circa 10 anni, dal 2005 ad oggi. I gestori dei pozzi per l’estrazione dei gas di scisto hanno usato miliardi di chili di sostanze chimiche cancerogene in almeno 137.000 pozzi nel periodo che va dal 2005 al 2015.

Ecco un piccolo report riassuntivo. Nei luoghi di fracking sono stati infatti utilizzati:

  • 5 miliardi di libbre di acido cloridrico e soda caustica
  • 1,2 miliardi di libbre di distillati del petrolio – una sostanza che può irritare la gola, i polmoni e gli occhi; causare vertigini e nausea; e può includere agenti tossici e cancerogeni
  • 445 milioni di chili di metanolo, che è sospettato di causare difetti alla nascita.

Non necessariamente tutte queste sostanze stanno influenzando l’acqua potabile, ma alcune sostanze chimiche si sono fatte strada nei pozzi privati. Ad esempio, i funzionari della Pennsylvania hanno rilevato 260 casi di contaminazione di pozzi privati da fracking negli ultimi dieci anni.

Per non parlare del metano, il primo “prodotto” inquinante della fratturazione idraulica. Il metano è un gas serra che, secondo alcune stime, è 86 volte più potente del biossido di carbonio nel corso di un periodo di tempo di 20 anni. Dai nuovi siti di fracking sono state rilasciate nell’atmosfera solo nel 2014 5,3 miliardi di sterline di questo gas: una cifra equivalente alle emissioni inquinanti provenienti da 22 nuove centrali a carbone.

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