Benzina dalla plastica riciclata: ora è possibile

La produzione di benzina dalla plastica riciclata potrebbe essere secondo gli scienziati un modo per ridurre la quantità di rifiuti abbandonati negli oceani. E dire addio una volta per tutte alla giganti isole di plastica che vorticano indisturbate nell’Atlantico e nel Pacifico settentrionale, seminando morte tra gli ecosistemi. Ecco come.

benzina dalla plastica riciclata

La plastica è un grosso problema, una delle più grandi sfide ambientali che oggi l’uomo deve fronteggiare. Isole giganti di rifiuti di plastica galleggiano indisturbate negli oceani del globo – la più grande nel Pacifico settentrionale, le cui dimensioni, secondo alcuni, sono ormai in grado di coprire un’area grande il doppio del Texas – e circa 9 milioni di tonnellate di rifiuti si sono aggiunti ad esse nel solo 2015. Ma se questo tipo di inquinamento sembra poter decretare la fine della vita negli oceani, oggi potrebbe esserci una speranza in più di limitarlo una volta per tutte: la produzione di benzina dalla plastica.

Sì avete capito bene: un modo possibile per mitigare le cifre da capogiro dei rifiuti che oggi invadono i nostri mari, distruggendo gli ecosistemi e il loro equilibrio naturale, potrebbe essere quello di produrre una nuova fonte di energia da essi: in poche parole renderli preziosi. Gli scienziati immaginano cioè un futuro in cui, invece di scaricare i rifiuti di plastica in mare, gli uomini possano convertirli completamente in combustibile utile ad altre attività antropiche, producendo carburante dalla plastica riciclata.

Quanta plastica c’è nei nostri oceani?

I chimici della UC di Irvine, negli Stati Uniti, hanno infatti recentemente  messo a punto un nuovo metodo per smaltire il polietilene – la forma più comune di plastica utilizzata per fabbricare gli oggetti di uso quotidiano – ad esempio le bottiglie e altri contenitori per alimenti – nei suoi elementi costitutivi, tra cui il diesel.

Come produrre benzina dalla plastica

Gli attuali metodi per smaltire tale inquinante materiale coinvolgono il riscaldamento a 700 gradi F, o l’utilizzo di prodotti chimici corrosivi utili per attivare il processo di riciclo. Il nuovo processo utilizza invece alcuni idrocarburi ed un catalizzatore metallico per rimescolare le molecole di plastica in composti di combustibile utile. Tale processo, segnalano gli scienziati, è sia meno tossico di quelli fino ad oggi utilizzati per compiere lo stesso lavoro e due volte più efficiente a livello energetico in quanto a produzione di energia alternativa.

benzina dalla plastica

Ancora oggi alcune persone pensano che tale tecnologia non sia ancora pronta per essere trasformata in un sistema commerciale di smaltimento dei rifiuti in plastica. Ma la produzione di benzina dalla plastica riciclata potrebbe invece secondo gli esperti diventare presto un processo comune. “Il catalizzatore può diventare 10.000 o anche un milione di  volte più efficiente di quello che viene utilizzato ora, prima che sia abbastanza pratico per l’applicazione nel mondo reale”, dice Zheng Huang, uno degli autori dello studio presso i laboratori di Irvine. Il suo team sta ora lavorando per migliorare questi aspetti e le infinite potenzialità connesse con il suo utilizzo.

L’inquinamento degli oceani, del resto, non è affatto un problema secondario. Secondo la missione Hoover raccogliere tutta la plastica presente già nei nostri oceani appare una sfida donchisciottesca, nella migliore delle ipotesi. E quasi certamente non a basso impatto ambientale, se si pensa a tutte le barche, le reti, il denaro e le risorse umane che dovrebbero essere coinvolte. Secondo i più disfattisti, infine, la cosa migliore da fare è quella di non  utilizzare più di plastica nel mondo. Semplicemente fermare il suo consumo.

> Anche i pesci delle acque profonde mangiano i rifiuti dell’uomo

Nel frattempo, tuttavia, le persone stanno pensando seriamente di gestire meglio quello che appare come un diluvio continuo di plastica negli oceani e nei mari della Terra. Nuove aziende come Agilyx e Vadxx si stanno attrezzando per utilizzare la tecnologia esistente di trasformazione della plastica in combustibile al fine di raccogliere i rifiuti su larga scala. Secondo Vadxx, ogni impianto sarà in grado di trasformare 40 milioni di chili di plastica in 4 milioni di litri di carburante ogni anno, senza la generazione di sottoprodotti pericolosi e minime emissioni inquinanti a livello ambientale. Questo quantitativo di benzina sarebbe sufficiente per alimentare circa 60.000 auto per un anno intero. La bilancia dei pro e dei contro aspetta solo di essere utilizzata.

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