Virus Zika, sintomi, cura, prevenzione e contagio: tutto quello che devi sapere

Il virus Zika è un virus che da alcuni anni a questa parte ha fatto parlare molto di sé. Anche nel corso del 2016 è purtroppo ritornato sulle prime pagine dei quotidiani, con nuovi focolai di infezione ed epidemie in diversi punti del globo. E se fino a qualche tempo fa questo potenziale agente patogeno per l’organismo era considerato un fattore endemico delle sole fasce tropicali, oggi la velocità degli scambi commerciali e l’incremento dei flussi turistici lo rendono un potenziale veicolo di infezione per chiunque. A qualsiasi latitudine si viva.

Cerchiamo quindi di conoscere più da vicino i sintomi, la prevenzione, le cure e le modalità di contagio del virus Zika.

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Virus Zika: tutto quello che devi conoscere

Che cos’è il virus Zika

Il virus Zika si trasmette alle persone attraverso la puntura di alcune zanzare, appartenenti al genere Aedes Aegypti, alle quali si deve anche la trasmissione di altre malattie come la febbre gialla, la febbre dengue e il chikungunya. Le punture delle zanzare non sono però l’unico mezzo di trasmissione del virus, per il quale sono stati accertati casi di trasmissione anche per via sessuale. Il virus, infatti, una volta entrato nell’organismo si trova nel sangue, nelle urine, nella salita, nel liquido seminale e in quello amniotico, come anche nel midollo spinale e nel liquor del cervello.

Dove si può contrarre il virus Zika: diffusione ed epidemiologia

Il virus è al momento diffuso principalmente nelle zone tropicali del globo, dove vivono le zanzare del genere Aedes, in particolare in Africa, in America, Asia e zone del Pacifico. Le zanzare che trasportano il virus possono volare fino ad un massimo di 400 metri. Ma non è ormai difficile vedere esemplari di questi insetti trasferiti in altre zone del globo attraverso gli scambi commerciali e i contatti turistici. Gli insetti infatti potrebbero sopravvivere al clima del luogo di destinazione e acclimatarsi in altre zone del globo.

Questo virus si conosce sin dal 1947 ma nella prima metà del Ventesimo secolo si sono potuti registrare solo pochi casi. Un primo grande focolaio è esploso una decina di anni fa, nel 2007, nel Pacifico Occidentale, poi nel 2013 sono stati segnalati focolai e numerosi casi di contagio in America e Africa. Data la mobilità delle zanzare vettori del virus, è possibile che in futuro si verifichino altre epidemie anche in zone urbane, come conseguenza della globalizzazione.

Uno dei possibili vettori di proliferazione e trasmissione delle zanzare che ospitano il virus è costituito dalle circostanze conseguenti al fenomeno di El Niño. El Niño consiste in un riscaldamento delle acque del Pacifico tropicale centro – orientale. Al verificarsi di questo fenomeno sui territori circostanti si verificano problemi come siccità, inondazioni, forti piogge e aumento della temperatura, tutte circostanze che permettono e favoriscono la proliferazione delle zanzare nelle acque stagnanti. Una delle possibili soluzioni nei confronti di questo fenomeno è la riduzione dei siti di proliferazione delle zanzare, azione verso cui si stanno al momento muovendo sia l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sia i governi locali. E’ possibile infatti combattere il virus non solo a livello istituzionale – governativo, ma anche a livello privato, attuando alcune contromisure.

Virus Zika: sintomi

Di solito il virus Zika provoca una malattia lieve. I sintomi più comuni sono una febbre leggera ed eruzioni cutanee. In alcuni casi si possono verificare anche dolori muscolari, debolezza, dolori articolari e congiuntiviti. Questi sintomi possono durare da due a sette giorni dopo la puntura della zanzara infetta. La maggior parte delle persone può non presentare alcun sintomo.

La diagnosi del virus Zika

Sulla base dei sintomi indicati in precedenza, la diagnosi del virus Zika si fonda sulla presenza dei sintomi descritti e sull’anamnesi recente – ad esempio se il paziente ha compiuto viaggio nelle zone affette o è stato punto da zanzare. Al di là dei sintomi, però, in seconda istanza per avere certezza del contagio si eseguono degli esami del sangue in laboratorio. La diagnosi non è sempre affidabile, tuttavia, perché lo stesso tipo di analisi serve a diagnosticare anche la presenza di altre patologie, come la febbre gialla o la degue, o ancora la west nile.

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Virus Zika: cura

Per curare un’infezione da virus Zika a si prescrivono di norma farmaci per curare la febbre e alleviare il dolore, si consiglia il riposo e l’assunzione di molta acqua. Al momento non esiste un vaccino specifico contro questo virus.

Come si previene il virus Zika

Per proteggersi dal virus Zika e evitare il contagio la cosa migliore da fare è prevenire le punture di zanzare infette. In modo particolare questa prevenzione deve essere attuata dalle donne in gravidanza e dai loro partner, anche quando la gravidanza è solo pianificata, ma non ancora cominciata. Ecco quindi come proteggersi dal virus Zika.

Tra i metodi utilizzabili per proteggersi dal virus Zika o meglio dalle punture delle zanzare che lo trasportano si possono seguire le seguenti prassi:

  • utilizzare appositi repellenti per insetti da applicare sulla pelle o sugli indumenti stessi. Questi repellenti dovrebbero contenere ingredienti come Deet o IR3535 o Picardin, principi attivi abbastanza comuni in tutti i prodotti per insetti.
  • indossare abiti di colore chiaro che coprano il corpo il più possibile
  • utilizzare zanzariere su porte o finestre o letti, in particolare durante le ore giorno, il periodo in cui le zanzare sono più attive – sono infatti degli insetti diurni più che notturni
  • eliminare possibili siti di riproduzione per le zanzare presenti all’esterno delle abitazioni, come secchi e altri contenitori in cui possa raccogliersi acqua stagnante.

Le donne affette da virus Zika possono trasmetterlo al feto sia durante la gravidanza che durante il parto. Per quanto riguarda invece il latte materno, anche se il virus è stato rilevato al suo interno come nel resto dei fluidi corporei, non vi è evidenza sul fatto che possa essere trasmesso in questo modo.

Le donne in gravidanza che vivono in aree o regioni colpite dal virus, oltre a seguire queste semplici raccomandazioni di prevenzione, dovrebbero effettuare inoltre dei regolari controlli prenatali, secondo le disposizioni nazionali, seguendo i consigli dei loro medici o ginecologi, in modo tale da sottoporsi precocemente alla diagnosi, e alla cura di una eventuale infezione da virus.

Si dovrebbero inoltre seguire delle norme per la prevenzione della trasmissione del virus per via sessuale.

Le donne infette e i loro partner devono utilizzare sempre contraccettivi e  la stessa cosa devono fare in mode particolare i parterre delle donne in gravidanza. Tutte le persone che vivono nelle aree colpite dal virus o di ritorno da tali aree devono praticare rapporti sessuali sicuri utilizzando sempre dei preservativi, o astenersi dall’avere dei rapporti sessuali non protetti. Anche i viaggiatori di ritorno da queste zone dovrebbero adottare pratiche sessuali sicure o osservare una astinenza di almeno 4 settimane dopo il loro ritorno.

Le donne che sono state esposte a sesso non protetto e che non desiderano intraprendere una gravidanza a causa del virus possono rivolgersi alla contraccezione d’emergenza.

I viaggiatori che desiderano recarsi in zone affette dal virus possono prevenire il contagio informandosi sullo stato della situazione nel paese ospite e contattando le autorità sanitarie locali. Le donne in gravidanza farebbero meglio a non recarsi in questi territori, mentre le donne in gravidanza che hanno partner che si recano o vivono in queste aree dovrebbero adottare pratiche sessuali sicure o astenersi dall’avere rapporti sessuali non protetti durante il corso della gravidanza.

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Il Virus Zika in gravidanza

Tra le conseguenze e le patologie ascrivibili al virus Zika  vi sono malattie come la microcefalia e la sindrome di Guillain -Barré. A partire dal 2013, infatti, le autorità sanitarie locali hanno riscontrato nelle popolazioni delle zone colpite un incremento della sindrome e la presenza del virus nelle persone affette dalla patologia stessa.
In Brasile e Polinesia francese è stato anche riscontrato un aumento dei casi di microcefalia e altre malformazioni neonatali. Attualmente sono sotto studio le possibili correlazioni tra le due malattie e le altre possibili eventuali cause.

Che cos’è la sindrome di Guillain – Barré

La sindrome di Guillain – Barré è una condizione in cui il sistema immunitario attacca il sistema nervoso in qualche sua parte. Colpisce sopratutto gli uomini adulti, ma possono essere coinvolti soggetti di tutte le età. Nelle forme più gravi sono colpiti i muscoli del torace con conseguenti difficoltà respiratorie. Questo evoluzione si verifica solo nel 25 per cento dei casi tuttavia. La maggior parte delle persone colpite dalla sindrome guarisce completamente dalla malattia, mentre solo in alcuni casi la patologia può evolvere in paralisi.

Che cos’è la microcefalia

Una delle conseguenze dell’infezione da virus Zika potrebbe essere inoltre la microcefalia, ovvero la condizione in cui la testa di un bambino è di dimensioni inferiori rispetto a quelle di un bambino dello stesso peso e della stessa età.
La microcefalia comporta un arresto nella crescita del cervello del bambino se si verifica in utero e problemi evolutivi dopo la nascita, quando la testa smette di crescere in modo normale. In alcuni casi i bambini affetti da microcefalia hanno uno sviluppo completamente normale. Oltre che da fattori ambientali e genetici la microcefalia può essere causata da esposizioni a droghe e alcol, oppure dalla rosolia in gravidanza.

Per quanto riguarda invece la possibilità di interrompere una gravidanza in seguito ala paura della microcefalia è necessario sapere che la maggior parte delle donne daranno alla luce bambini normali. La microcefalia non viene purtroppo diagnosticata attraverso una normale ecografia.

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