Gli sprechi della sanità pubblica

Probabilmente per il fatto che l’Italia, che conta una inflessione negativa delle nascite, è considerato un “Paese vecchio”, è stato rilevato un aumento della richiesta delle cure, avvenuta perlopiù presso strutture sanitarie pubbliche a causa della forte recessione finanziaria subita dai cittadini italiani soprattutto durante l’ ultimo anno.

E così è emerso anche il dato allarmante secondo il quale, nonostante la crisi economica, le strutture ospedaliere statali da nord a sud, hanno sprecato una cifra a nove zeri.

L’ enormità della spesa destinata alla tutela della salute pubblica, poi sparita nel nulla, pari a 13 miliardi di euro, ha interessato le regioni del meridione quanto del settentrione di Italia. Si stima, infatti, che anche gli ospedali della Lombardia siano risultati inefficienti di 2.4 punti in percentuale rispetto all’anno scorso, quando potevano vantare il record di virtù rispetto alle strutture mediche del resto del Paese.

Ma anche nelle regioni di centro sud già commissariate per gli sprechi, come Lazio e Campania, sono stati riscontrati tassi di efficienza ancora inferiori rispetto al 2010. L’indagine condotta dall’associazione Aiop è stata presentata nella sede romana di palazzo di Montecitorio ai deputati del Parlamento.

La dissipazione dei fondi per la sanità pubblica è pari al 29 per cento, e se queste somme, non correttamente investite, venissero invece economizzate, potrebbero sostenere il Paese in questo difficile momento finanziario.

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