Sport di resistenza fanno male al cuore

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Se è vero che praticare attività sportiva è sinonimo di uno stile di vita salutare è anche vero che che presuppongano un grado di resistenza estrema o comunque che raggiungono un livello di agonismo sono responsabili di un danno alla zona ventricolare del miocardio.

Uno studio portato avanti in parallelo da un gruppo di ricerca australiano e da un team di scienziati di nazionalità belga, ha infatti evidenziato che il danno al cuore riguarderebbe il ventricolo destro del cuore.

Chi pratica discipline come il triathlon, le maratone, la pedalata in montagna o coloro che sono appellati come Ironman perché si cimentano in gare che prevedono quasi quattro chilometri di nuoto libero, seguiti da circa quaranta chilometri di corsa e che terminano con cento ottanta chilometri percorsi a bordo di una bike, per cui mandano il proprio apparato cardiocircolatorio sotto sforzo, sono fortemente soggetti a questo pericoloso danno al cuore.

Gli esami, che hanno valutato complessivamente quaranta sportivi, hanno riscontrato mediante risonanza magnetica che cinque di loro – coloro, cioè, che hanno partecipato a gare simili per un numero moltiplicato di volte – presentavano il danno ventricolare.

Lo studioso australiano André La Gerche, ha infatti aggettivato questa delicata zona del miocardio, come il punto debole del cuore per chi pratica questo tipo di attività fisica.

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