Sport e bambini: guida alla scelta dell’attività sportiva dei più piccoli

L’Organizzazione Mondiale della Sanità – OMS -ha sottolineato più volte come una giusta dose di movimento e di attività fisica sia di fondamentale importanza per una salutare crescita dei bambini. Soprattutto da quando cominciano a passare più tempo sui libri e tra i banchi di scuola. L’eta scolare, cioè all’incirca dai 6 anni in avanti, è l’età giusta in cui i bambini dovrebbero iniziare a fare sport
La pratica quotidiana dello sport porta i bambini a godere di un migliore stato di salute. Gli effetti benefici dello sport nell’età della crescita riguardano infatti lo sviluppo dei tessuti muscoloscheletrici (come le ossa, i muscoli, e i legamenti), quello del sistema cardiovascolare (tra cui cuore e polmoni) e quello del sistema endocrino-metabolico. Inoltre, l’attività fisica favorisce senza dubbio la coordinazione e la capacità di controllo dei movimenti e facilita il mantenimento del peso ideale. Inoltre, l’esercizio fisico comporta migliore mobilità articolare, tonicità muscolare e corretta postura.

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La pratica dello sport nei più piccoli, però, deve sempre avvenire secondo regole ben precise. La prima cosa da sapere è che fare attività fisica può significare in genere anche praticare del movimento rispetto alla normale attività sedentaria. Movimento può significare passeggiare o giocare all’aria aperta, correre, o svolgere altre attività di questo tipo.

I benefici dello sport per i bambini

Ancora oggi i giochi all’aria aperta sono una ottima alternativa ad altri passatempi molto diffusi, come le consolle, il computer o la televisione, divertimenti che costringono i bambini a trascorrere altro tempo in caso invece di svolgere una attività fisica che potrebbe condizionare positivamente il benessere e l’equilibrio psicofisico presente e futuro del bambino.

Oltre ai benefici fisici ampiamente valutabili a vista d’occhio, la pratica dell’attività sportiva nei bambini è responsabile di una serie di benefici psicologici, che sono catalogabili come effetti benefici sul comportamento. Quando i bambini svolgono una regolare attività fisica, sia che si tratti di uno sport di gruppo o di uno sport individuale, infatti, tendono a sviluppare una maggior fiducia nelle proprie possibilità, sono portati ad avere una maggior autostima, e ad avere facilità nei rapporti sociali. Per contro hanno una maggiore capacità di sopportazione dello stress, e sono meno vulnerabili al rischio di soffrire da grandi di disturbi come l’ansia e la depressione.

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Per arrivare a godere a pieno dei benefici che l’attività sportiva conferisce ai giovani che la praticano, siano pure bambini, adolescenti e ragazzi con una età compresa tra i 5 e i 17 anni, è necessario rispettare alcune regole di base, che l’OMS ha suggerito nelle proprie campagne di informazione e prevenzione. Perché i bambini beneficino al massimo delle conseguenze positive dell’attività sportiva che praticano è infatti necessario:

  • svolgere almeno 60 minuti di attività fisica al giorno, che possa essere di una intensità che va da moderata a elevata
  • preferire un tipo di esercizio fisico aerobico (quello che aumenta cioè la richiesta di ossigeno da parte dell’organismo)
  • praticare attività sportive ad intensità almeno 3 volte a settimana, incluse quelle che rafforzano muscoli e ossa
  • superare se necessario l’ora di attività giornaliera per accrescere i benefici sulla salute.

Quale attività sportiva scegliere per i bambini

Appurato il fatto che il movimento e l’attività sportiva facciano bene ai più piccoli tanto quanto ai grandi, è necessario scegliere il tipo di attività da far praticare ai propri bambini. Non tutti gli sport e tutte le discipline, però, andranno bene a tutte le età. Per questo motivo da un parte si dovrà scegliere in base all’età del proprio figlio, dall’altra sarebbe bene anche assecondare le aspirazioni e le preferenze del bambino stesso.

La scelta dell’attività sportiva da far praticare al bambino deve quindi essere il risultato di una sorta di mediazione. I pediatri, per i bambini più piccoli consigliano in primo luogo la pratica di sport completi come il nuoto, a cui possono essere avviati già in età prescolare dal momento che l’acqua è un elemento naturale. Quando saranno diventati un poco più grandi, sarà il momento di operare una scelta. Gli esperti dell’età evolutiva suggeriscono di lasciare questa scelta al proprio bambino, facendogli provare, nei primi tre anni di scuola elementare, diverse discipline, in modo che da solo il bambino o la bambina possano trovare da soli quella a loro più congeniale.

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Per quanto riguarda invece i limiti imposti dall’età, ci si potrà regolare come segue, secondo anche delle indicazioni fornite dal Ministero della Salute:

  • per i bambini fino a 7 -8 anni di età preferire discipline sportive complete come il nuoto, la ginnastica e l’atletica leggera
  • dagli 8 anni in su si può cominciare ad affiancare questa attività con un’altra di tipo “asimmetrico”, ovvero con discipline sportive che tendono a sviluppare solo alcuni apparati, come la scherma, il tennis, il tiro con l’arco, la danza o la ginnastica artistica.
  • dai 7-8 anni in su si possono cominciare a praticare anche le discipline sportive collettive come il calcio, la pallavolo, la pallacanestro, la pallanuoto e, meno comuni, il rugby, la pallamano, l’hockey.

Qualora nel corso della crescita si verificassero alcuni problemi posturali, o altri atteggiamenti viziati come ad esempio  i cosiddetti “paramorfismi” muscolo-scheletrici – tra cui spalle spioventi, lieve scoliosi, dorso curvo, iperlordosi lombare, piede piatto – esistono degli sport la cui pratica è consigliata più di altri per raggiungere una soluzione a tali problemi. Si tratta infatti ancora una volta di discipline come il nuoto, la ginnastica, la pallacanestro e la pallavolo.

Prima della scelta definitiva di uno sport per i propri bambini, tuttavia, è sempre consigliabile chiedere un parere al proprio pediatra, che saprà esattamente consigliare la soluzione migliore in base allo stato di salute psico – fisico dei piccoli. In questa scelta non dovranno essere considerate solo le esigenze fisiche e posturali del bambino, ma anche quelle psicologico – relazionali, che porteranno ad esempio a preferire uno sport individuale rispetto ad uno sport di squadra o viceversa.

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