Insonnia: esistono rimedi?

Insonnia, denominata anche con il termine agripnia, solitamente si può descrivere come una difficoltà ad addormentarsi nonostante si provi un senso di affaticamento e di stanchezza sia fisica che psichica.

In seguito la denominazione scientifica ha incluso tutti quei soggetti che avvertono un sonno non soddisfacente ed appagante: è il caso di tutte quelle persone che al loro risveglio si sentono stanche, affaticate, come se avessero lavorato o combattuto invece che riposare. Bisogna dire che numerosi sondaggi evidenziano come moltissime persone non abbiano un buon sonno e a causare questa difficoltà è sopratutto lo stress, la tensione in ambito lavorativo e familiare: per questo c’è un consumo elevato di sonniferi. Ma se i sonniferi possono essere sicuramente utili per le situazioni più gravi, nei casi più lievi essi hanno tante controindicazioni da poter essere considerati, nella bilancia tra costi e benefici, sicuramente nocivi.

Ed allora come comportarsi se una persona soffre di insonnia? Quali soluzioni adottare se sentite al vostro risveglio un senso di stanchezza cronica?

 

Innanzitutto sfatiamo il primo mito: più si dorme più ci si dovrebbe sentire riposati. Difatti anche l’esperienza dimostra come si possono dormire tranquillamente cinque sei ore e sentirsi riposatissimi e viceversa si possono passare dieci o undici ore nel letto e svegliarsi come degli stracci. La quantità di sonno in termini di ore conta poco (non dico nulla, ma sicuramente è nettamente sopravvalutato): è molto più importante la qualità del sonno.

Lasciando perdere i soliti concetti triti e ritriti sull’importanza di non mangiare o non fare attività fisica la sera, evitando eccitanti e assicurandovi una situazione di silenzio e di areosità della stanza, passiamo a dimensioni più realistiche.

Se è lo stress o le tensioni emotive a non farvi dormire: ovvero se quello che vi tiene svegli sono i pensieri e le rimuginazioni c’è poco che potete fare se non iniziare ad affrontare le vostre difficoltà emotive.

Non c’è conteggio di pecora che tenga se dentro di voi avete una strana tensione che vi fa pensare di essere infelici, insoddisfatti o ansiosi. Forse è venuto il momento di affontare seriamente i vostri problemi: potrete provare con l’autoanalisi magari utilizzando qualche forma di rilassamento muscolare o traning autogeno, o ridefinendo i vostri obiettivi. Altrimenti è come vedere la spia dell’olio della macchina accesa e risolvere il problema spegnendo la lampadina: il livello dell’olio presto o tardi finirà e vi ritroverete con il motore bruciato.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.