Parassiti che colpiscono i cani

V

Sono i problemi purtroppo più comuni che affliggono i nostri amici a quattro zampe: pulci, pidocchi e zecche sono delle vere piaghe per gli animali, e dovremmo imparare a riconoscerli e individuarli tempestivamente prima che arrechino loro dei seri danni.

LE PULCI DEL CANE

Sono insetti succhiatori di sangue che vivono sull’animale. Possono vivere dai 6 agli 8 mesi depositando, le femmine, alcune centinaia di uova, non sull’animale ma nell’ambiente.

La loro presenza, anche se la permanenza sull’animale è di 4-5 ore al giorno, è caratterizzata dagli escrementi simili a granelli di sabbia, situati alla base del pelo sulla testa, sul collo e sul dorso dell’animale.

Il soggetto tende a d essere nervoso, si morde, si gratta. La saliva della pulce può causare allergia con sintomi tipici a quelli dell’orticaria: il pelo inizia così a cadere e compaiono croste sul dorso, sulla schiena e alla base della coda.

L’azione per debellarle deve essere duplice:a) verso l’animale: con bagni, spugnature, shampoo, spray, gocce, compresse etc;b) verso l’ambiente: con disinfezione dei luoghi dove l’animale vive (cuccia, poltrone) nonché tappeti, zerbini, pattumiere.

I PIDOCCHI DEL CANE

SI tratta di parassiti succhiatori di sangue, biancastri, che si nutrono di detriti e materiali vari che si trovano sulla cute dell’animale. Non possono attaccare l’uomo.

Misurano circa 1-2 millimetri e producono uova che aderiscono al pelo dell’animale, il quale presenta prurito, untuosità del pelo, crosticine sulla pelle. Come per le pulci, bisogna agire con la disinfezione dell’animale e dell’ambiente in cui sta.

LE ZECCHE DEL CANE

Si tratta di parassiti succhiatori di sangue esistenti in diverse specie. Si localizzano soprattutto sulla testa (fronte, orecchie, labbra, palpebre), sul collo e negli spazi interdigitali.

Principalmente si trovano due tipi di zecche: il primo e rappresentato da parassiti che compaiono dai mesi primaverili a quelli estivi con maschi di colore rosso-marrone scuro, lunghi 2-3 millimetri con corpo piatto e 8 piccole zampe mentre le femmine sono più grandi (4-10 millimetri), grigiastre.Il secondo tipo, meno frequente, è di parassiti molto piccoli (1-2 millimetri al massimo), di colore violaceo.

Ogni femmina può deporre da 3000 a 5000 uova che dopo l’incubazione si trasformano in larve che possono svilupparsi solo su un ospite intermedio: dopo un pasto di sangue, che va di 3 ai 6 giorni, la larva cade e diventa una ninfa octopode.

Un altro ospite intermedio è necessario perché si trasformi in adulto sessuato dove avverrà anche l’accoppiamento.

Per staccare le zecche dal corpo dell’animale bisogna prima anestetizzarle con un batufolo di cotone imbevuto di alcool per alcuni secondi, quindi con una pinzetta estrarla girandola in senso antiorario.

Quando estratta è opportuno bruciarla subito, non schiacciarla per terra perché questo consentirebbe alla zecca di continuare il suo ciclo naturale.

La profilassi sanitaria necessita di un’azione antiparassitaria sull’animale (spray, polveri, bagni antiparassitari, ecc.) e nei luoghi contaminati.

La zecca trasmette diverse malattie, tra le quali la Babesiosi o Piroplasmosi, malattia del sangue dovuta alla “Babesia Canis”, protozoo parassita dei globuli rossi che li distrugge per moltiplicarsi, causando anemie.

In alcuni casi, porta alla morte.

I sintomi della malattia sono caratterizzati anche da difficoltà nella coagulazione, insufficienza renale e turbe nervose, nonché grande spossatezza, febbre, urine scure e turbe visive.

Commenti

ELENCO TAG

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.