I benefici dell’olivo sulla salute umana

Il professor Roberto Crea, un studioso che opera nel settore della ricerca scientifica negli Stati Uniti d’America da oltre venti anni – ma che conseguì la Laurea in Biochimica in Italia, e nacque in Calabria sessantadue anni fa – ha ricevuto un NBT, il prestigioso premio internazionale che si assegna ogni anno a Ginevra, per il business di biotecnologia ed eco-sostenibilità rappresentato dalla CreAgri, la sua azienda californiana.

Crea ha coltivato ad ulivi una vasta aerea terriera e, mediante un determinato procedimento di spremitura del raccolto, è giunto ad isolare una molecola semplice, l’ idrossitirosolo,  capace di svolgere un’ azione decisiva contro i radicali liberi responsabili di più patologie, comprese le malattie degenerative del cervello che colpiscono gli individui in età avanzata.

Ad oggi, presso diverse Università statunitensi, al fine di commercializzarne i benefici sotto forma farmacologica e cosmetica, diverse università statunitensi ne stanno sperimentando l’atossicità.

Roberto Crea ha iniziato la ricerca ricordando il metodo tradizionale utilizzato dai contadini del sud, di ottenere l’olio evitando la frantumazione del nocciolo durante la premitura, seguendo le tecniche della Magna Grecia.

Il professore ha quindi potuto notare come nell’acqua di scarto rimanesse una quantità di polifenoli maggiore, fino ad un trecento per cento, rispetto all’olio d’oliva, e decise di aggiungere del succo di limone a quest’acqua inutilizzata, come anticamente si usava fare per rendere meno amaro il sapore dell’olio.

In questo concentrato di polifenoli è stato poi estratto l’idrossitirosolo, che Crea ha ribattezzato Hidrox, è che costituirebbe la vera scoperta.

Si tratterebbe del principio attivo della dieta mediterranea, molto simile alla dopamina, la cui carenza è responsabile, ad esempio, dell’Alzheimer.

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