In Italia poca ricerca sui vaccini

L’Italia spenderebbe troppe poche risorse ed energie nella ricerca sui vaccini.

Ad affermarlo sono gli esperti della Società Italiana di Igiene e Medicina Preventiva. Secondo l’Istituto in Italia si dedicherebbe alla prevenzione  dell’1% della spesa sanitaria, di questo esiguo budget si impiegherebbe un quinto per l’antibiotico, nonostante sia riconosciuto che i vaccini farebbero risparmiare di più in termini di risorse economiche.

Una triste primato tutto italiano, mentre negli altri paesi la ricerca sui vaccini sarebbe in forte espansione.

La ricerca biotecnologica destinata allo studio di queste molecole impiega il 33% delle risorse, e permetterà nei prossimi anni di  prevenire le malattie trasmissibili ‘classiche’.

Uno sviluppo che potrebbe anche risolvere le malattie croniche come l’obesità, una patologia che affligge un numero sempre maggiore di persone anche nel  Bel Paese, noto per la sua dieta mediterranea.

In Italia, il settore legato ai vaccini, differenzia la sua offerta da regione a regione, in quanto manca un piano nazionale che sarebbe invece fondamentale per la protezione della popolazione.

Le terapie attualmente utilizzate prevedono l’uso di nuovi farmaci oncologici, che indubbiamente aiutano la vita del paziente ma non aggiungono nulla in termini di prevenzione, la via invece da perseguire, almeno secondo Riccardi, presidente della Società Europea di Sanità pubblica.

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