Invidia: come smettere di essere gelosi del lavoro altrui

Capita molto spesso di sentir dire pressappoco queste parole “Beato lui che ha avuto quell’occasione lavorativa, mentre io sgobbo senza sosta e senza piacerehttp://www.theblog.it.”.

Alla base di questa frase c’è una potente svalutazione sia del lavoro che delle capacità dell’altro come se i successi lavorativi raggiunti non fossero determinati da impegno, applicazione, dedizione o capacità ma solo da colpi di fortuna che colpiscono alcuni e non altri.

E poco importa se dietro al raggiungimento di un obiettivo ci sia stato un alto costo in termini di sacrificio del proprio tempo libero o della propria vita affettiva: lui o lei nella mente dell’altro è solo “fortunato”.

Essere gelosi e talvolta anche invidiosi del lavoro altrui non è una colpa da nascondere, ma un bel segnale, un campanello d’allarme che vi avverte di quanto è alta la vostra insoddisfazione lavorativa.

Ma allora cosa si può fare per uscire dalle maglie del lamento personale e della passività?

Come smettere di essere gelosi del lavoro altrui, delle carriere professionali dei propri colleghi o dei propri superiori?

Innanzitutto smettendo di auto-giustificarsi. Le auto-giustificazioni, gli alibi sono strategie da evitare accuratamente perché permettono di evitare ogni colpa ma anche ogni implicazione personale, ogni responsabilità. “Se non fosse stato per questo o quello, o perché lui o leihttp://www.theblog.it.” sono le tipiche cantilene che vengono utilizzate per non ammettere una semplice verità:

il lavoro che fate, la soddisfazione che vivete dipende in gran parte da voi stessi.

É vero, c’è una grande crisi economica e molta disoccupazione, ma nonostante questo la responsabilità del proprio lavoro è sempre il proprio.

Essere gelosi del lavoro altrui è un modo per sentirsi il “terzo escluso” da una soddisfazione che potete raggiungere se programmate e vi impegnate con costanza. Potete smettere di rimanere a guardare le fortune degli altri ed iniziarvi a chiedere:

“Cosa voglio veramente?”

 

“In cosa mi posso impegnare per ottenere gratificazioni e successo?”

Tangentopoli per primo e poi l’era di Vallettopoli, Calciopoli, per arrivare a Parentopoli, hanno costituito un grave problema sociale per l’Italia, ma non solo perché vi è stata corruzione e spreco dei soldi collettivi: il vero problema è che si è costruita la credenza secondo cui il merito non valga niente, saper fare e saper far bene sia insignificante.

Tutto ciò in alcuni casi può anche rivelarsi vero, ma la realtà è un’altra: le vostre capacità, il vostro merito, il vostro impegno sono centrali per la vostra riuscita lavorativa. Smettere di essere gelosi significa iniziare ad avere un proprio progetto lavorativo e di vita.

 

Ventola

 

 

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