L’interpretazione dei Sogni secondo la Psicologia Analitica di Jung

Sebbene i sogni siano un fenomeno universale tra gli esseri umani, la loro interpretazione cambia a seconda dell’approccio e dei criteri che vengono utilizzati per effettuare questo tipo di operazione.

Sicuramente il primo a dare un valore specifico al sogno e al suo significato è stato S. Freud, padre della Psicoanalisi; eppure anche altri psicoanalisti e studiosi hanno cercato di dare una lettura specifica a questo particolare e curiosissimo fenomeno.

C.G. Jung, fondatore della Psicologia Analitica, definisce il sogno come un’autorappresentazione spontanea espressa attraverso i simboli che risente della situazione attuale dell’inconscio.

Questa lettura è in parte diversa da quella del padre della psicoanalisi poichè non sottolinea in alcun modo quanto il sogno sia il soddisafacimento di un desiderio.

Ma oltre a questa differenza troviamo l’aspetto più interessante e creativo di C.G. Jung nell’utilizzo di quello che egli stesso definì “inconscio collettivo”.

A partire da questo ancoraggio C.G. Jung parlò di “grandi sogni”: ovvero di tutti quei sogni che affondano il loro nutrimento dall’inconscio collettivo e per questo considerati particolarmente incisivi e vitali.

I grandi sogni della Psicologia Analitica sono sicuramente dei sogni particolarissimi:

secondo Jung, essi avvengono specialmente in periodi decisivi della propria esistenza quali la prima giovinezza, durante l’adolescenza, verso i quarant’anni ed infine in punto di morte.

Sono sogni dotati di caratteristiche particolari: mostrano elementi di ricchezza e di poeticità fuori dai classici canoni abituali e una complessità fuori dall’ordinario mondo dei sogni.

 

I grandi sogni sono sogni che non si riferiscono unicamente al vissuto soggettivo della persona o alle sue esperienze personali:

fanno riferimento allo spirito del tempo, alle situazioni sporico-sociali dell’epoca nella quale vive il sognatore stesso.Ciò è dovuto al fatto che i grandi sogni sono legati profondamente alla dimensione dell’inconscio collettivo e quindi fanno riferimento alla storia e al vissuto emozionale della collettività nel suo insieme.

Bisogna ricordare come l’inconscio collettivo sia abitato da tipi arcaici o per dirla con parole maggiormente comprensibili, da rappresentazioni collettive o primitive visioni del mondo che sono condivise dall’intera umanità.

 

L’interpretazione dei sogni attraverso il modello della Psicologia analitica di C.G.Jung non è effettuata riconducendo i vari aspetti del sogno a dimensioni sessuali, come avviene nell’interpretazione fornita da S. Freud, ma si aggancia fortemente all’idea di sviluppo della persona all’interno di un complesso intreccio tra vita personale e quindi biografica e vita sociale e collettiva dell’epoca nella quale vive il sognatore.

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