L’interpretazione dei sogni secondo la Neurofisiologia

Gli studi neurofisiologici hanno a lungo indagato sul funzionamento sia del sonno che del sogno, cercando di fornire delle spiegazioni plausibili ad entrambe le attività che appaiono intrinsecamente collegate.

La neurofisiologia , sebbene molto sia stato approfondito grazie ai contributi della psicologia ed in particolar modo della psicoanalisi, ha permesso una migliore comprensione scientifica sulle funzioni del sogno.

Innanzitutto bisogna dire che il sogno si attiva appena l’organismo entra nella fase R.E.M del sonno ed è visibile una modificazione di svariati parametri quali:

Attivazione dei processi vegetativi:

vi è  una accellerazione del battito cardiaco, del ritmo respiratorio, l’aumento della pressione sistolica del sangue, l’erezione del penehttp://www.theblog.it.

 

Attivazione del sistema muscolare:

vi è difatti quello che viene chiamato movimento oculare rapido, un moto del corpo ridotto con minore tono muscolare e maggiori movimenti fini, in particolar modo movimenti fini delle mani e del viso.

 

Attivazione del sistema cerebrale:

attivazione dell’ ippocampo e delle aree subcorticali e mesoencefaliche

 

Da questa breve descrizione si può comprendere come accanto al sogno ci siano modificazioni fisiche che coivolgono molti aspetti biologici dell’organismo umano.

 

Ma secondo la neurofisiologia, qual’è la funzione del sogno?

Sono state effettuate svariate ipotesi sulla funzione del sogno, tutte ugualmente significative sia sul piano biologico che psicologico: la più nota è che il sognatore attraverso i sogni effettua una pulizia del sistema nervoso dei metaboliti endogeni; inoltre vi è una riorganizzazione degli schemi eccitatori del sistema nervoso centrale ed una selezione delle informazioni che vengono accumulate durante il giorno. Inoltre il sogno aiuta lo sviluppo della corteccia per i bambini, sostenendoli nella crescita psichica, cognitiva ed emozionale.

La neurofisiologia ha confermato numerose ipotesi legate alla psicoanalisi:

Chi ha difficoltà nel ricordare i sogni, risulta una persona priva di spirito creativo con una vita emozionale maggiormente repressa.

Chi invece ricorda i sogni,  ha maggior accesso alle emozioni e quindi al contatto con la logica dell’inconscio.

Infine la neurofisiologia ha confermato l’ipotesi secondo cui durante il sonno il sogno svolge una funzione di ristrutturazione di nuovi legami sinaptici e quindi di creazione di nuove associazioni mentali.

Questo a supporto della ipotesi secondo la quale il sogno svolge una funzione creativa e quindi favorisce lo sviluppo dell’individuo aiutandolo ad associare elementi che normalmente non riuscirebbe a collegare.

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