L’interpretazione dei sogni nella Gestalt

La Gestalt analitica considera l’elaborazione e l’interpretazione dei sogni come lo strumento principale per l’analisi del profondo.

Il lavoro sui sogni si basa sugli stessi strumenti adoperati dalla tecnica elaborata da Jung.

Vi è però un elemento tecnico che caratterizza l’approccio Gestalt analitico e lo differenzia dalla psicologia analitica e dalla psicoanalisi:

la possibilità di drammatizzazione del sogno, nel setting duale come in quello gruppale.

Il messaggio di cui il sogno è portatore, infatti, è considerato sia nel suo significato esistenziale sia in quello inconscio. Il testo onirico, nel suo significato esistenziale, è una narrazione della situazione presente del paziente. Ogni elemento del testo è quindi l’espressione di alcune parti del sé del sognatore.

Siamo all’interno di una concezione che considera il sogno rappresentante di non vissuti del sognatore o Gestalt incompiute ed aperte che esprimono degli aspetti della personalità non ancora integrate.

Il significato inconscio del sogno è indagato attraverso la tecnica dell’interpretazione e, in generale, della tecnica junghiana. Questa tecnica consente un ampliamento degli orizzonti rispetto alla concezione della psicoterapia della Gestalt. I contenuti onirici nell’ottica della psicologia analitica di Jung sono anche espressione dell’inconscio collettivo in quanto questo, in base al suo carattere transpersonale, è in grado di coinvolgere l’intero gruppo Gestalt analitico.

La non distinzione tra contenuto manifesto e contenuto latente rappresenta un altro elemento junghiano centrale nell’impostazione Gestalt analitica. Questa, infatti, considerando il carattere plastico del sogno può meglio operare la rappresentazione drammatica in gruppo dello stesso, senza incorrere nell’errore di lavorare su un linguaggio considerato quale portatore di significati nascosti.

Allo stesso modo, il principio junghiano di una rivalutazione e maggiore considerazione del simbolo onirico trova posto nell’impianto teorico Gestalt analitico. Essa condivide l’idea di una carica mitopoietica caratterizzante l’inconscio ed in grado di coinvolgere il sognatore e il gruppo.

I significati del sogno non vengono individuati dietro le immagini manifeste ma, al pari del simbolo, sono considerati pregnanti di per se stessi.

Il sogno, allo stesso modo di qualsiasi altro contenuto inconscio, non concerne una parte dello stesso inconscio ma è, al tempo stesso, una totalità. Ogni elemento onirico personale è quindi sovra determinato anche da significativi elementi collettivi, oltre che dalla struttura psichica del paziente nella sua interezza. Questa caratteristica esprime sia un singolo e peculiare problema del presente e sia una questione che si riferisce al contesto collettivo vissuto dal soggetto e dagli altri pazienti.

Il carattere di sovra determinazione consente sia una lettura causalistica sia una lettura esistenziale del sogno, apportando la possibilità di sviluppare un’interpretazione più complessiva e completa.

L’aspetto interessante di questa caratteristica di non linearità del sogno sta nel fatto che esso non rivela solo le cause del passato, ma comunica anche la condizione esistenziale del sognatore.

Partendo dal presupposto che il sogno è l’elemento meglio rappresentante la realtà inconscia,

la Gestalt analitica afferma che esso si presta bene ad un lavoro di drammatizzazione nel gruppo. A tal proposito, si opera una sorta di revisione della concezione della psicoterapia della Gestalt, basata sull’identificazione da parte del paziente con i singoli aspetti che il sogno propone e sul fatto che il gruppo non è partecipe in maniera attiva, tranne quando qualche elemento del lavoro del paziente coinvolgerà direttamente un membro del gruppo.

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