Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo

Il Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC) è particolarmente interessante per la molteplicità delle forme con le quali può manifestare e per il fatto che è descritto come un disturbo molto resistente agli interventi e ai trattamenti psicoterapeutici.

Questo disturbo è molto più frequente di quanto si pensi e richiede lo sviluppo di nuove e più efficaci approcci terapeutici.

In generale, si tratta di un disturbo d’ansia contraddistinto dalla presenza di ossessioni e compulsioni.

Le ossessioni riguardano idee, pensieri e impulsi ricorrenti che si presentano in maniera improvvisa nella mente del soggetto e che vengono percepiti come intrusivi e privi di senso.

Le compulsioni, invece, rappresentano degli atti mentali o comportamentali, come ad esempio il contare o il ripetere delle determinate parole o il controllare, pulire e ordinare, che sono ripetitivi e nascono da un’ossessione di base. Lo scopo delle compulsioni è quello di esorcizzare o prevenire in fantasia una situazione temuta dal soggetto.

Il principale problema che lamentano queste persone non riguarda tanto l’ansia, quanto le ossessioni e le compulsioni, che sono intrusive e quindi fastidiose.

Il senso di questi rituali è quello di diminuire l’ansia, che quindi si manifesta nei casi in cui il soggetto tende a bloccare il comportamento compulsivo.

L’aspetto sociale del disturbo ossessivo compulsivo non è meno importante. Infatti, gli altri possono percepire i comportamenti compulsivi come strani o innaturali, mentre per il soggetto sono utili per evitare che l’ansia prenda il sopravvento. L’osservazione dei casi ci porta a considerare alcuni comportamenti come dei tipici esempi di compulsioni.

Tra questi vi sono l’accendere e spegnere le luci un certo numero di volte prima di uscire da una stanza; entrare in una stanza sempre e solo con un piede; lavarsi ripetitivamente le mani; alzare e abbassare continuamente il volume della  televisione ecc.

Ci sono poi i cosiddetti disturbi da controllo, che si basano su un controllo non necessario che servono in fantasia per evitare gravi incidenti o problemi. Qui troviamo, ad esempio, il contare attraverso un certo sistema; il contare i passi per raggiungere un posto; mettere degli oggetti in perfetta linea; non toccare le linee del pavimento; rivolgere lo sguardo a punti che si trovano agli angoli della stanza; avere paura della contaminazione e delle malattie; essere legati in maniera esagerata al pensiero superstizioso.

La questione del controllo è centrale in questo disturbo. La persona cerca di controllare le situazioni e l’ambiente esterno per ridurre l’ansia che è alla base. Le ossessioni prodotte portano sofferenza in quanto la persona non può smettere di pensare e si accorge che si tratta di pensieri che non vorrebbe e che sente come estranei. Eppure non può bloccarli facilmente e si sente spesso costretto a seguirli. Le conseguenti compulsioni hanno anche lo scopo di opporsi ai pensieri ossessivi. Un tentativo che non porta a successi in quanto i pensieri ossessivi magari si riducono ma ritornano.

Il disturbo ossessivo compulsivo, come si diceva prima, è considerato come problema particolarmente ostinato e difficile da risolvere.

Va detto però che la persona può essere aiutata all’interno della relazione con il terapeuta a prendere inizialmente coscienza della situazione.  

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