Diabete di tipo 1: niente puntura per i bambini

L’Europa ha il più alto numero al mondo di bambini e ragazzi con diabete. In Italia si contano oltre 20.000 bambini con diabete di tipo 1. Un tormento continuo soprattutto per i più piccoli. Ma da oggi i bambini hanno accesso a una tecnologia di misurazione del diabete – la prima nel suo genere – che elimina la routine delle punture sul dito. Abbott ha infatti ottenuto il marchio europeo per il sistema di monitoraggio flash del glucosio FreeStyle Libre che misura i livelli di glucosio mediante un piccolo sensore applicato sulla parte posteriore del braccio.

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Il diabete: quanti ne soffrono

Il diabete è una malattia cronica. La sua principale caratteristica è legata alla presenza di un’elevata concentrazione di glucosio nel sangue che è dovuta a una carenza di insulina nell’organismo umano.

Quanti soffrono di diabete nel mondo

Il diabete è una malattia che ha numeri impressionanti. In questo momento nel mondo 415 milioni di persone ne soffrono e ogni 6 secondi una persona muore a causa di questa malattia.

Anche le proiezioni sono molto poco ottimistiche. Nel 2040 il numero di persone con diabete arriverà con ogni probabilità a 642 milioni. Significa che il 10% della popolazione mondiale soffrirà di diabete.

Quanti soffrono di diabete in Europa

In Europa le persone che soffrono di diabete sono circa 60 milioni. Altre 31 milioni soffrono di intolleranza glucidica, concreto preludio allo sviluppo del diabete.

Un quadro che va a influire pesantemente anche sull’impatto economico: le stime indicano infatti che il diabete pesa il 9% sul totale dei costi sanitari in Europa.

Quanti soffrono di diabete in Italia

In Italia oltre 3 milioni di italiani hanno il diabete diagnosticato (il 4,9% della popolazione). Si presume che anche un altro milione di persone (1,6% della popolazione) abbia il diabete senza saperlo.

Esistono poi 2,6 milioni di persone (il 4,3% della popolazione) con difficoltà a mantenere le glicemie nella norma, una condizione che nella maggior parte dei casi rischia probabilmente di sviluppare il diabete di tipo 2. Nel 2030 si prevede che in Italia le persone diagnosticate con diabete saranno 5 milioni.

Il diabete di tipo 1: diabete giovanile

Il diabete di tipo 1 (conosciuto anche come diabete giovanile o diabete insulino-dipendente) è una patologia cronica autoimmune nella quale il pancreas non è più in grado di produrre l’insulina, l’ormone che regola i livelli di glucosio nel sangue, permettendogli di entrare all’interno delle cellule, dove funziona come riserva di energia.

Il diabete di tipo 1 si sviluppa in genere durante gli anni dell’adolescenza, ma può manifestarsi anche in età neonatale o in giovani adulti (circa il 30% dei casi di diabete di tipo 1 è diagnosticato in età adulta).

Secondo l’International Diabetes Federation (IDF), l’Europa ha il più alto numero al mondo di bambini e ragazzi (età 0-14) con diabete di tipo 1: circa 140.000. A livello europeo, il Regno Unito, la Federazione Russa e la Germania hanno l’incidenza più elevata di diabete di tipo 1 nei bambini.

“In Italia – afferma Dario Iafusco, Ricercatore Confermato del Centro Regionale di Diabetologia “G.Stoppoloni” della Seconda Università degli Studi di Napoli (SUN) – sono circa 20.000 i bambini sotto i 14 anni colpiti da questa patologia. Per quanto riguarda l’incidenza, abbiamo circa 6-8 nuovi casi l’anno su 100.000 bambini. Unica eccezione la Sardegna in cui si segnalano circa 30 nuovi casi l’anno su 100.000 bambini. Negli ultimi anni stiamo assistendo ad un nuovo trend: si sta abbassando l’età media della diagnosi, ovvero il diabete di tipo 1, che colpiva fino a pochi anni fa soprattutto adolescenti, oggi interessa bambini sempre più piccoli: al di sotto dei tre anni o addirittura lattanti. Al momento le ragioni di tale fenomeno sono ancora in fase di studio” – aggiunge il Prof. Iafusco.

Perché il diabete tipo 1 è una malattia autoimmune? Perché il sistema immunitario del soggetto riconosce come estranee e dannose le cellule del pancreas che producono insulina e quindi le attacca fino a distruggerle.

Le cause del diabete di tipo 1

Non è stato ancora possibile individuare una causa certa del diabete di tipo 1. I fattori che possono contribuire allo scatenarsi dell’attacco dell’autoimmunità sono molteplici. Principalmente alla base c’è una predisposizione genetica o una esposizione ad alcune infezioni virali.

Possiamo comunque considerare questi i principali fattori di rischio:

Fattori genetici

La presenza di alcuni geni aumenta il rischio di sviluppare il diabete di tipo 1; all’interno della stessa famiglia possono esserci più persone affette da questa condizione (in presenza di un parente affetto di diabete di tipo 1, il rischio per un altro familiare di sviluppare questa condizione è del 6% circa, contro lo 0,5% della popolazione generale; tuttavia solo il 15% delle persone affette da diabete di tipo 1 ha un parente di primo grado affetto da questa condizione)

Fattori geografici

L’incidenza di diabete di tipo 1 all’interno della popolazione aumenta man mano che ci si sposta dall’Equatore; l’incidenza più alta si registra cioè nei Paesi del nord Europa (es. Finlandia); fa eccezione la Sardegna che presenta una delle incidenze più alte del mondo.

 Esposizione ad alcuni virus

Può scatenare la risposta autoimmunitaria contro il pancreas; i virus (come virus di Epstein-Barr, coxsackievirus, morbillo, cytomegalovirus) possono anche attaccare e distruggere direttamente le cellule del pancreas.

 Fattori ambientali

Alcuni elementi della dieta neonatale, come consumare troppo precocemente il latte di mucca o i cereali prima dei tre mesi di vita, sembrano conferire un rischio aumentato di sviluppare questa condizione.

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Il diabete in eta’ pediatrica-adolescenziale

L’Europa ha il più alto numero al mondo di bambini con diabete, circa 140 mila, e il più alto tasso di incidenza con una stima di 21.600 nuovi casi di diabete di tipo 1 all’anno.

La forma di diabete più frequente e grave in età pediatrico-adolescenziale è la classica forma autoimmune (conseguente alla distruzione di almeno il 90% delle beta-cellule) chiamata diabete di tipo 1 o T1DM.

Il diabete di tipo 1 può essere considerato la più frequente delle patologie rare. In Italia le persone con diabete di tipo 1 sono circa 300.000, di cui 20-25mila hanno meno di 18 anni, e l’incidenza di questa condizione è in aumento in tutto il mondo (tra il 2001 e il 2009 l’incidenza di diabete di tipo 1 nei soggetti al di sotto dei 20 anni è aumentata del 23%, il che significa che il numero dei giovani ai quali viene diagnosticato il diabete di tipo 1 cresce del 3% ogni anno).

La prevalenza del diabete di tipo 1 in Italia risulta essere tra lo 0,4 e l’1 per mille. L’incidenza è compresa tra i 6 e i 10 casi per 100.000 per anno nella fascia di età da 0 a 14 anni, dato confermato dai rilievi di vari registri regionali, mentre è stimata in 6,72 casi per 100.000 per anno nella fascia di età da 15 a 29 anni. Fa assoluta eccezione a tale tendenza la Sardegna, che ha un’incidenza e una prevalenza di diabete giovanile tra le più alte del mondo, in Europa seconda soltanto alla Finlandia.

I sintomi del diabete di tipo 1 nei bambini

Nei bambini i sintomi del diabete di tipo 1 possono avere una comparsa improvvisa (e a volte drammatica), perché le cellule beta-pancreatiche, produttrici di insulina, vengono distrutte molto rapidamente.

I sintomi caratteristici del diabete all’esordio sono:

  • sete intensa e frequente bisogno di urinare
  • perdita di peso rapida e improvvisa, nonostante la fame aumentata
  • perdita di zuccheri nelle urine (glicosuria)
  • improvviso offuscamento della vista
  • respiro pesante e faticoso
  • alito acetonemico (con odore di mele marce o vinoso)
  • stanchezza
  • ottundimento fino alla letargia
  • stato soporoso, perdita di coscienza.

La mancata diagnosi in tale periodo determina la comparsa di una grave chetoacidosi che, se non prontamente diagnosticata e trattata, può evolvere nel coma, non privo di rischi di complicanze.

La gestione del diabete di tipo 1 nei bambini

Il diabete di tipo 1 è una malattia cronica e prevede pertanto un approccio terapeutico costante. Questo comporta:

  1. la somministrazione sottocutanea di insuline a differente durata di azione con 3-4 iniezioni giornaliere o con l’uso di microinfusori posizionati a permanenza,
  2. un attento controllo dietetico,
  3. un autocontrollo multiplo quotidiano dei livelli glicemici,
  4. una corretta attività fisica.

È frequente che durante la terapia si verifichi l’ipoglicemia perché il paziente non ha seguito correttamente la terapia insulinica e/o l’alimentazione e/o l’attività.

L’ipoglicemia è la riduzione dei livelli di glucosio nel sangue al di sotto dei valori di normalità, associata o meno a sintomi caratteristici. Costituisce la complicanza metabolica più frequente nella gestione del diabete di tipo 1.

La terapia farmacologica del diabete di tipo I è l’insulina che deve essere somministrata più volte al giorno (in 4 o più volte) mediante un’iniezione sottocutanea. Esiste anche un’altra modalità di somministrazione dell’insulina, mediante una pompa di infusione continua (microinfusore) che infonde nel tessuto sottocutaneo insulina 24 ore su 24.

Altri cardini terapeutici si basano sull’educazione alla gestione autonoma della malattia e all’autocontrollo delle glicemie a domicilio; l’esercizio fisico, attraverso un’attività regolare; un’alimentazione equilibrata. Mentre la terapia insulinica ha come obiettivo primario quello di ristabilire un soddisfacente equilibrio glicemico, l’educazione alla gestione autonoma del diabete da parte delle famiglie dei bambini affetti si pone, invece, l’obiettivo principale di migliorare sensibilmente la qualità di vita.

Altri tipi di diabete nei bambini

Esistono altre forme di diabete che, in misura minore, possono interessare l’età pediatrica:

  • il diabete mellito di tipo II, tipico dell’età adulta, ma che presenta un’incidenza in aumento anche nei bambini, specialmente in soggetti obesi
  • il MODY (Maturity Onset Diabetes of the Young), forma genetica – familiare;
  • il diabete secondario ad altre patologie (fibrosi cistica, malattie endocrinologiche,  etc.) o legato all’assunzione di terapia cortisonica cronica.

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L’automonitoraggio della glicemia in eta’ pediatrica

In genere le persone con diabete devono controllare quotidianamente il loro stato di salute, pungendosi periodicamente le dita per controllare il livello di glucosio e poter raggiungere un buon controllo della glicemia, anche mediante opportune modifiche della dieta e della posologia dell’insulina.

L’automonitoraggio della glicemia permette di conoscere il livello del glucosio nel sangue in ogni momento desiderato, e in base a tale esame è possibile adeguare la dose di insulina necessaria al mantenimento della glicemia entro i parametri stabiliti e diagnosticare tempestivamente lo stato di ipoglicemia.

Lo schema standard proposto dalle linee guida per l’automonitoraggio della glicemia in bambini e adolescenti con diabete mellito tipo 1 presenta alcune differenze in termini di frequenza e momenti della giornata. Il numero minimo di misurazioni consigliato varia da 2 a 6 al giorno. È raccomandata la misurazione prima dei pasti principali, ma in alcuni casi anche prima degli spuntini, dopo i pasti principali, e prima di coricarsi e talvolta anche di notte.

Le linee guida AMD-SID 2014 dettagliano il numero di misurazioni al giorno e delle strisce/mese consigliato: 6-8 controlli/die (250 strisce/mese) per i soggetti di età tra i 6 e i 18 anni, e un numero maggiore di misurazioni/die per i soggetti di età inferiore a 6 anni (300 strisce/mese).

Ma l’automonitoraggio della glicemia nei ragazzi e nei bambini continua ad essere un problema, così come negli adulti. Secondo alcuni studi (citiamo tra tutti il British Medical Journal http://adc.bmj.com/content/89/6/516), la maggioranza dei ragazzi con diabete (il 94%) non controlla con sufficiente regolarità la glicemia, soprattutto gli adolescenti. La puntura del dito, necessaria con gli attuali sistemi di monitoraggio, risulta dolorosa per il 37% dei ragazzi e scomoda per il 18%.

Inoltre, secondo la ricerca comparsa su “7th Edition of the IDF Diabetes Atlas” uscita nel gennaio 2016, le persone affette da diabete – e in particolare i bambini e gli adolescenti – sono spesso restii a eseguire questa operazione, in parte a causa del fastidio e del dolore al dito.

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La novità del 2016: niente punture, grazie a FreeStyle Libre di Abboott

Oggi però arriva una bella notizia. Abbott infatti ha annunciato di aver ottenuto il marchio CE (Conformité Européenne) per il sistema di monitoraggio flash del glucosio FreeStyle Libre, ora indicato anche per i bambini e i ragazzi dai 4 ai 17 anni con diabete.

Cosa significa? Che da oggi i giovani diabetici europei potranno eliminare la dolorosa e fastidiosa routine quotidiana delle punture sul dito.

Come funziona il sistema di monitoraggio

Il sistema di monitoraggio FLASH del glucosio FreeStyle Libre di Abbott, disponibile in diversi Paesi europei, è stato progettato per cambiare il modo in cui le persone con diabete misurano la glicemia e per aiutarli a ottenere risultati migliori in termini di salute.

La lettura del livello di glucosio viene effettuata grazie al sensore che si applica sulla parte posteriore del braccio. Il sensore elimina la necessità delle periodiche punture sul dito ed è progettato per rimanere applicato al corpo fino a 14 giorni. Inoltre, non è necessaria alcuna calibrazione con puntura del dito, una differenza sostanziale rispetto agli attuali sistemi di monitoraggio continuo della glicemia.

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“La disponibilità di FreeStyle Libre per i bambini e i ragazzi rappresenta una svolta fondamentale. – spiega ancora Dario Iafusco – Finora, grazie all’educazione ricevuta dai diabetologi, i bambini facevano in media 3-4 controlli dei livelli di glicemia attraverso micropunture sui polpastrelli, con la conseguente perdita del senso del tatto, pratica che tra l’altro esige anche la ricerca di un luogo appartato e possibilmente l’uso del disinfettante. Ora con questo nuovo sistema di monitoraggio si è in grado di rilevare i valori anche al di sopra dei vestiti, con conseguente miglioramento in termini di qualità di vita, consentendo la lettura dei valori attuali del glucosio e anche lo storico delle ultime 8 ore con un’indicazione di trend. La nostra speranza è che presto tutti i bambini possano utilizzarlo gratuitamente attraverso il rimborso da parte del Sistema Sanitario Nazionale”.

In un recente studio di accuratezza in bambini e ragazzi dai 4 ai 17 anni, FreeStyle Libre di Abbott ha clinicamente dimostrato di essere preciso, stabile e affidabile nel corso dei 14 giorni di utilizzo, senza alcuna necessità di calibrazione mediante puntura del dito. Inoltre, oltre il 97% di loro ha affermato che FreeStyle Libre è più facile da usare rispetto ai sistemi di misurazione pungidito.

“La disponibilità di FreeStyle Libre per i bambini rappresenta una pietra miliare nell’ambito del diabete. – spiega Emanuele Bosi, Professore associato Dipartimento ”Endocrinologia e Diabetologia” Università Vita-Salute, S. Raffaele, Milano – La tecnologia di questo nuovo dispositivo rivoluziona, infatti, il modo in cui l’auto-monitoraggio è stato condotto per decenni oltre ad essere molto accurata e stabile. Il mio desiderio è che tutti i miei giovani pazienti possano, a questo punto, gestire meglio la malattia e che i loro familiari e i loro caregivers possano essere più tranquilli per la salute dei più piccoli”.

Vantaggi dell’utilizzo del sistema di monitoraggio FreeStyle Libre di Abbott

– elimina la dolorosa e fastidiosa routine della puntura del dito per il test della glicemia
– è discreto (il sensore ha le dimensioni di una moneta da €2)
– è comodo (La scansione del sensore è indolore, dura 1 secondo e rende il monitoraggio più facile rispetto ai test mediante puntura del dito)
– è intuitivo (il lettore fornisce grafici di facile lettura)
– Fornisce molte informazioni; con ogni singola scansione indolore si ottengono i seguenti risultati:
a) Il valore attuale del glucosio
b) Una freccia di andamento – la tendenza del glucosio
c) Lo storico del glucosio delle ultime 8 ore

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“I bambini e gli adolescenti diabetici e le loro famiglie devono affrontare molte sfide nella loro vita quotidiana mentre si prendono cura di questa complessa patologia – dichiara Jared Watkin, Senior Vice President, Diabetes Care, Abbott – Gli scienziati e gli ingegneri di Abbott si sono impegnati al massimo allo scopo di fornire alle persone con diabete una tecnologia fortemente innovativa, in grado di aiutarli a migliorare la gestione della malattia e condurre una vita più felice e più sana”.

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