Consigli contro i danni della pausa pranzo

Se è vero, come ormai sostengono in molti, che quello che viene definito “il corpo primitivo” ascolta i messaggi che gli vengono inviati dalle nostra azioni, reagendo di conseguenza – bruciando meno calorie, per esempio, qualora fossimo costretti a saltare un pasto o semplicemente variare, in maniera drastica, la quantità del cibo normalmente assunto – nel caso del fast-food, potremmo dire, saranno certamente fraintesi.

Seppure il gusto dell’italiano medio, raramente è tentato dal consumare un pasto in modo rapido, e in un’ unica soluzione – modalità che ci viene offerta dal  panino simbolo delle grandi catene statunitensi diffuse su tutto il territorio nazionale – il sistema di vita e lavoro nel quale ci muoviamo, costringe sempre più spesso a dover declinare su questa scelta.

Neppure provocato dall’idea di accontentarsi di un semplice tramezzino di un bar, il lavoratore è comunque obbligato a fare del proprio pasto principale –  essendo peraltro proprio il pranzo, la pausa fondamentale della giornata durante la quale sarebbe più opportuno nutrirsi in maniera completa – un pasto veloce, che se non ragionato, porterà irrimediabilmente all’aumento del peso, a scapito di salute ed aspetto estetico.

Cosa fare allora per tamponare i danni imposti da questa modalità di vita e di cibarsi?

Le voci più autorevoli del mercato del wellness, che cresce parallelamente a quello del fast food, oltre a consigliare una colazione sana e più abbondante, indicano, nella tradizionale pasta al pomodoro un buon esempio da seguire: la fibre riducono l’assunzione dei carboidrati e sono ottimi antiossidanti.

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