Capire l’adolescenza

L’adolescenza può essere considerata una fase molto particolare e complessa nell’arco di vita dell’individuo poichè è proprio in questi anni che si definisce l’identità personale ed il proprio rapporto con il mondo esterno.

In tal senso l’adolescenza è un periodo particolarmente vulnerabile poichè il conflitto tra dipendenza indipendenza dal mondo adulto spiega in parte l’assunzione di comportamenti rischiosi, ambivalenti e potenzialmente dannosi.

Secondo alcuni autori inoltre,  l’attuale contesto storico rende opaco il mondo adulto rendendolo particolarmente difficile da interpretare:

la difficoltà a dotare di senso la realtà esterna contribuirebbe a rendere precario un possibile equilibrio psicologico.

Bisogna aggiungere come siano inoltre presenti diversi fattori che alimentano comportamenti rischiosi quali:

l’insicurezza, il desiderio di trasgredire le regole per rendersi autonomi dai genitori ed infine il bisogno di emulare i pari.  Si tratta di elementi psicosociali che possono determinare comportamenti maladattivi e capaci di stabilizzarsi nell’età adulta.

Possiamo prendere due modelli teorici che cercano di spiegare la tendenza adolescenziale di sperimentare comportamenti a rischio:

 

▪   risk taking.

con la dicitura anglosassone risk-taking ovvero prendersi il rischio si definisce un particolare assetto mentale che predispone l’individuo ad agire comportamenti rischiosi e potenzialmente dannosi. Naturalmente lungo il percorso di sviluppo dell’intero arco di vita l’essere umano continuamente si prende carico di possibili rischi poichè è l’unico modo per poter affrontare cambiamenti e sviluppare competenze. Poichè il risk-taking soddisfa anche alcuni bisogni psicosociali di sviluppo personale, durante il periodo adolescenziale, che per definizione è considerato un periodo di enormi cambiamenti dal punto di vista sia fisico che psicosociale, facilmente il giovane corre il rischio di non saper gestire questa dimensione. Il risk-taking per l’adolescente rappresenta dunque una condizione normale e favorente lo sviluppo e la crescita personale nonchè di misura della propria stima. Talvolta il risk-taking, quando si sviluppa sulla base di un qualche disagio psicologico, è collegato a comportamenti distruttivi, quali ad esempio l’utilizzo di sostanze stupefacenti o pratiche sessuali non protette, che possono essere alimentate, in una sorta di circolo vizioso, da  problematiche psicologiche.

▪   sensation seeking

al modello di risk-taking si associa spesso il costrutto di sensation-seeking (ricerca di sensazioni) da intendersi come ricerca di sensazioni intense,  inedite, complesse e variegate, correlate alla possibilità di affrontare rischi a livello fisico, sociale ed economico. Talvolta questo desiderio può avere inoltre una funzione di rito di iniziazione rispetto alla vita adulta,  ma anche di conquista della leadership del gruppo, o semplicemente per sfuggire alla noia che produce la mancanza di progetti a breve e medio termine. Non è difficile inserire il costrutto del risk-taking all’interno della cornice concettuale del fenomeno della trasgressione. Si trasgredisce a delle norme,  a delle regole del gioco; e questo mette in guardia su quanto l’elemento culturale sia centrale nell’interpretazione dei fenomeni giovanili,  rispetto ad una lettura genetica e caratteriologica dell’adolescente con una predisposizione innata alla ricerca di sensazioni intense e conseguente alto rischio.

Possiamo dire che,  sebbene queste due griglia di lettura non esauriscano le possibilità di interpretazione del periodo adolescenziale,  certamente aiutano a far comprendere come mai l’adolescenza sia un periodo così delicato e per certi versi complesso.

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