Il caffé fa male o fa bene?

Il coffee break può aiutare il nostro organismo, ma come sempre l’importante è non esagerare. Questa, in sintesi, la conclusione degli esperti che a Milano si sono confrontati sugli studi che analizzano i possibili effetti del consumo di caffè sulla salute.

“La ricerca scientifica è in continua evoluzione. La gran massa dei lavori pubblicati sostiene gli effetti positivi del caffè, però ci sono anche studi che danno risultati contrari o critici rispetto agli altri. E proprio questa è la garanzia su cui si basano la serietà e l’indipendenza della scienza”, afferma Amleto D’Amicis, vicepresidente della Società italiana di nutrizione umana (Sinu) e membro del Comitato scientifico per gli studi sul caffè Fosan.

I BENEFICI DELLA CAFFEINA PER L’ORGANISMO

“E’ grazie alle numerose sostanze bioattive presenti (antiossidanti di vario genere, alcuni tipi di grassi, sali minerali, come il potassio, fino ai precursori di alcune vitamine) – aggiunge il nutrizionista – che il caffè può definirsi, se consumato con moderazione, una bevanda benefica.

E anche la caffeina, che non ne altera il sapore, alle piccole dosi abituali di consumo può svolgere un’azione blandamente stimolante e termogenetica, aiutando anche a dissipare energia”.

Eventi cerebro-cardiovascolari come l’ictus, performance dell’intestino e tumori come il cancro colorettale e quello del pancreas: sono questi i fronti più ‘caldi’ del dibattito scientifico su caffè e salute.

I BENEFICI DEL CAFFE’ PER PREVENIRE L’ICTUS

Riguardo ad esempio all’ictus, terza causa di morte in Italia e prima di invalidità, “tra i fattori protettivi emergono le abitudini alimentari e fra esse va considerato con attenzione il consumo di caffè”, dice Luca Scalfi, ordinario di nutrizione umana all’università Federico II di Napoli.

“Da una recentissima rassegna sistematica dei dati disponibili in letteratura effettuata dal nostro gruppo, che ha preso in considerazione la quantità di caffè consumata (moderata da una a 3 tazzine giorno; alta da 3 a 6 tazzine; molto alta oltre le 6 tazzine giorno) – sottolinea lo specialista – è emerso che l’assunzione quotidiana moderata di caffè ridurrebbe il rischio di ictus del 18%.

Tale effetto protettivo sembra scomparire nel caso di consumi molto elevati“.

E “lo stesso vale in area tumorale“, precisa Alessandra Tavani, capo di laboratorio all’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano. Il caffè viene utilizzato anche come cura per i tumori della pelle.

QUANTO CAFFE’ AL GIORNO FA BENE?

“E’ proprio attraverso metanalisi e pooled analysis – spiega Tavani – che si è messo in evidenza quanto un consumo moderato di caffè, non più di 3-4 tazzine al giorno, non presenta nell’individuo sano rischi per le neoplasie.

Anzi potrebbe avere un qualche effetto protettivo sul rischio di tumore del cavo orale/faringe, del fegato (inclusa la cirrosi), dell’endometrio e forse del colon”.

“Proprio nel caso del tumore del colon retto – puntualizza Nicoletta Pellegrini, associato di nutrizione umana presso la Facoltà di agraria dell’università degli Studi di Parma – non è ancora chiaro quale componente possa svolgere questo effetto protettivo e attraverso quale meccanismo, ma nuovi studi prendono in considerazione le molte molecole che, proprio perché non assorbite nel tratto digestivo umano, potrebbero influenzare positivamente le funzioni intestinali.

E ancora, un altro studio dimostra che un moderato consumo di caffè in volontari sani è in grado di aumentare il numero di microrganismi positivi come i bifido batteri.

Un probabile ruolo positivo del caffè sul benessere intestinale, che merita di essere approfondito”.

FALSI MITI SUL CAFFE’

Infine, “il caffè non aumenta il rischio di tumore del pancreas – assicura Tavani – L’idea che il caffè potesse essere un fattore di rischio per questa neoplasia era nata da uno studio pubblicato nel 1981, ma una metanalisi recentissima che include quello studio e altri 53 studi epidemiologici successivi smentisce quei risultati, mostrando nel complesso un’assenza di relazione”.

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