Bulimia e Anoressia: patologie simili?

Solitamente si distingue la bulimia nervosa dall’anoressia nervosa sulla base del fatto che la persona che soffre di bulimia nervosa tende a mantenere un peso relativamente normale e ad utilizzare purganti e grandi abbuffate.

Invece quelle pazienti che risultano eccessivamente magre ma che fanno uso di purganti e allo stesso tempo si abbuffano di cibo vengono solitamente diagnosticate anoressiche, sottotipo bulimico. Bisogna dire che questo dipende dal fatto che vi è spesso un maggiore interesse e fascino per l’anoressia che per la bulimia nervosa.

Rispetto ai due disturbi vi sono pareri contrastanti rispetto alla psicodinamica che sottende le due patologie:

difatti per alcuni psicoterapeuti e studiosi del campo dei disturbi dell’alimentazione, l’anoressia nervosa così come la bulimia hanno molti aspetti comuni a tal punto da coniare il termine bulimaressia.

Secondo la psicoterapeuta Hild Bruch invece le due patologie, l’anoressia e la bulimia, hanno poco in comune:

la rigida autodisciplina che si autoimpone il paziente anoressico è in netto contrasto con l’impulsività della paziente bulimica che non resiste a mangiare abbuffandosi di cibo.Nonostante questo autorevole parere i dati epidemiologici confermano il contrario: almeno il 50% dei pazienti anoressici sono anche bulimici.

Bisogna dire che le ricerche sottolineano che molto spesso un paziente anoressico cade nella bulimia mentre la modalità inversa è molto più rara generalmente.

l’anoressia e la bulimia possono essere anche considerate le due faccie della stessa medaglia:

sono presenti aspetti di difficoltà a regolarsi autonomamente rispetto al cibo e alle trasgressioni rispetto ad esso. Regole e trasgressioni risultano quindi legate in un rapporto difficile e complesso da delineare e vengono spostate dal rapporto interpersonale al rapporto con il cibo.

I pazienti anoressici mantengono il controllo sui loro impulsi aggressivi attraverso il rifiuto del cibo; il paziente bulimico invece distrugge le persone abbuffandosi e distruggendo il cibo.

Si tratta evidentemente di una difficoltà legata per entrambe le patologie alla gestione dell’aggressività.

Seguendo alcune ricerche possiamo affermare che la bulimia rappresenta una difesa nei confronti di una paura inconscia di abbandono. Mangiare avidamente significa per questi pazienti introiettare dentro di sè l’altro nel disperato tentativo di non perderlo.

Come per l’anoressia nervosa, anche la bulimia può condurre alla morte ed è quindi sempre necessario l’intervento di personale qualificato per affrontare la problematica:

psicologi, psicoterapeuti e medici devono lavorare in sinergia per poter sostenere il cambiamento e lo sviluppo psicologico del aziente con problematiche di bulimia.

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