Autostima: che cos’è

La definizione di autostima è sicuramente molto semplice, sebbene non altrettanto semplice è la sua declinazione affettiva e cognitiva per l’individuo.

Diciamo innanzitutto che l’autostima può essere definita come la considerazione complessiva che un individuo ha di se stesso.

Il costrutto psicologico dell’autostima non è un tema semplice e per svariati motivi: difatti l’autostima sembra secondo numerosi studi essere un sentimento soggettivo che resiste alle prove esterne che l’ambiente fornisce all’individuo. Detto in altri termini, l’autostima bassa o alta di una persona difficilmente viene modificata da accadimenti esterni o da giudizi aggiuntivi prodotti da conoscenti o affetti cari.
Ciò è dovuto al fatto che una persona utilizza una attenzione selettiva rispetto alle informazioni che riceve dall’esterno andando a convalidare la stessa opinione che ha di se stesso prima di ricevere l’informazione.

Una persona con autostima bassa andrà ad eliminare, a dare poco conto o valore a tutti i complimenti o giudizi positivi che riceve dall’esterno reputandoli causati da fattori non contingenti o dalla gentilezza e dal buon cuore dell’altro.
Di contro una persona con una alta autostima andrà a porre maggiore attenzione a tutte le conferme positive che riceve dal contesto considerando false o non degne di rilevanza quelle negative.

L’autostima è quindi raramente legata a giudizi obiettivi e razionali, che fanno parte del mondo interno dell’individuo, un mondo che non può che scaturire da una visione soggettiva e personale di se stesso.

Al concetto di autostima sono collegati altri concetti quali l’autosvalutazione e la sopravvalutazione intendendo questi come misure eccessive in negativo o in positivo del giudizio di se stessi.

Una persona che si sopravvaluta tenderà a giudicarsi positivamente in ogni occasione senza guardare in maniera obiettiva ai propri errori e ai propri limiti personali; all’opposto una persona che si sottovaluta considererà la propria posizione, la propria identità come carente qualunque risultato ottiene.
Possiamo ritenere a ragion veduta che la sopravvalutazione di se stessi così come la svalutazione di se stessi come le due faccie della stessa medaglia: ovvero come la difficoltà a saper tenere conto del rapporto con la realtà.

Ci sono svariate problematiche psicologiche quali la depressione, l’ansia, il disturbo maniaco depressivo, ma anche il narcisismo, che hanno un collegamento diretto con l’autostima:

Persone con una depressione possono vivere intensi stati di autosvalutazione e quindi di bassa autostima; persone con una problematica narcisistica che tendono a glorificarsi rispetto a qualunque azione pensiero od emozione compiano.
Sicuramente va detto che l’autostima essendo un vissuto emotivo può essere attraverso varie strategie reindirizzato permettendo un miglior contatto con la realtà ed i piaceri della vita.

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