Autoanalisi: è possibile analizzare se stessi?

L’autoanalisi è vista dalla maggior parte degli Psicoanalisti con estremo sospetto, anche se lo stesso Freud ha costruito ed inventato la Psicoanalisi a partire dalla propria autoanalisi. Freud difatti raccontava di aver iniziato la sua autoanalisi attraverso una serie di sogni che riguardavano la sua infanzia e riteneva che chiunque non avesse particolari problemi psicologici poteva cimentarsi in questa operazione.

Bisogna aggiungere che quando affermava ciò Freud aveva appena iniziato a “scoprire la psicoanalisi” ed era sottoposto ad un grandissimo entusiasmo. In seguito, difatti, affermerà l’impossibilità di una vera autoanalisi, data dalla constatazione che la malattia è in antitesi cone essa.

D’altronde un noto psicoanalista, Didier Anzieu, sottolineò come certi aspetti della personalità di Freud furono completamente tralasciati nella sua autoanalisi da parte dello stesso Freud.

Questo dimostra come, per certi livelli, sia indispensabile uno specialista che sostenga il paziente nell’affrontare problemi che nella propria autoanalisi sarebbero completamente evitati, a causa di meccanismi di difesa.

L’autoanalisi rischia di diventare un processo psicologico del tipo “Te la canti e te la suoni da solo”.

Inoltre il fatto che l’autoanalisi sia stata efficace per il padre della psicoanalisi non vuol dire che sia efficace per ogni comune mortale.

Raccontati per sommi capi i rischi di una autoanalisi e sottolineato il fatto che l’autoanalisi sicuramente non può essere sicuramente uno strumento utile in ogni situazione, passiamo a discuterne i pregi.

L’autoanalisi può essere sicuramente utile per iniziare ad accostarsi alle proprie psicodinamiche producendo talvolta una migliore conoscenza di se stessi e permettendo anche la soluzione di piccoli conflitti interni.

Daltronde parafrasando Karen Horney, psicoanalista che più di tutte ha parlato di autoanalisi e dei suoi possibili utilizzi, la conoscenza di se stessi può essere migliore di gran lunga rispetto alla conoscenza che un estraneo può avere di noi.

Bisogna ricordare comunque come la  è fortemente impregnata dell’ottimismo e del concetto di autorealizzazione e Kanen Horney essendo americana ne riproduce tutte le caratteristiche.

L’autonalisi è comunque un processo che arricchisce la persona perchè permette di sviluppare una competenza specifica spesso sottovalutata, ovvero la competenza a sapersi interrogare.

Porsi delle domande risulta essere di gran lunga più importante del darsi risposte perchè allarga gli orizzonti e rende più inclini alla curiosità e al rapporto con le emozioni.

La mia opinione è che sia impossibile non fare una propria autoanalisi, ma quando questa diventa sostitutiva di una psicoanalisi allora vuol dire che è diventata una difesa verso il confronto con l’esterno.

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