Gli antibiotici possono provocare un’ondata di acne super resistente

Una incurabile ‘super acne‘ potrebbe presto colpire milioni di adolescenti perché i medici sono oggi soliti prescrivere molti più antibiotici che in passato. La dinamica del fenomeno è abbastanza chiara. Giovani e meno giovani che soffrono di acne assumono antibiotici per lungo tempo, ma cure troppo prolungate causano a lungo andare l’emergere di un batterio che sta diventando resistente al trattamento.

Questo significa che l’acne sarà più difficile da trattare in futuro e che milioni di adolescenti che soffrono di questa patologia potranno perdere la fiducia nella possibilità di una cura. Eppure ancora a molti pazienti vengono prescritti antibiotici per sei mesi, che è il doppio del limite consigliato per una cura. Nel Regno Unito un paziente affetto da acne ha assunto antibiotici per sette anni.

Antibiotici contro l’acne: meglio non esagerare

Così i medici della British Association of Dermatologists, riunitisi in conferenza a Birmingham, hanno allertato che prescrizioni di tal genere potrebbero causare la comparsa di un Propionibacterium acnes resistente agli antibiotici, il batterio che la provoca. Ma quello che è peggio è che l’abuso di antibiotici potrebbe portare anche altri batteri estranei all’acne a sviluppare lo stesso tipo di farmaco – resistenza.

antibiotici

Attualmente, in Inghilterra, secondo quanto previsto dall’Istituto Nazionale per la Salute e le linee guida per le cure di eccellenza, un medico generico dovrebbe continuare a prescrivere antibiotici per un massimo di tre mesi (cioè 90 giorni) prima di un rinvio ad un dermatologo – a meno che non si possa accertare un miglioramento visibile della malattia. Se invece i pazienti rispondono bene agli antibiotici, il trattamento deve continuare per quattro-sei mesi a fianco di prodotti per uso topico – ad esempio creme e lozioni.

Antibiotici: non più unica cura per l’acne

Le analisi effettuate su 928 pazienti dal dottor Alison Layton, dell’Harrogate e District NHS Foundation Trust, hanno trovato in media che l’uso di antibiotici per via orale prima che sia diagnostica una dermatogenesi dura sei mesi e mezzo (195 giorni). L’indagine ha inoltre rilevato che l’esposizione più lunga agli antibiotici è stata di 84 mesi (2.520 giorni) – cioè un po’ meno di sette anni. Un secondo studio condotto dagli stessi autori su 4.518 pazienti e 1.227 medici ha infine scoperto che solo un piccolo numero di medici inglesi ha seguito alla lettera le linee guida del NICE.

Heather Whitehouse, uno dei ricercatori, ha così affermato che gli antibiotici rimangono una parte importante nella cura dell’acne, ma le preoccupazioni circa la resistenza agli antibiotici dovrebbero portare i medici a somministrarli con maggiore cautela come parte di un trattamento di base – limitato al periodo più breve possibile.

“Gli antibiotici orali vengono spesso prescritti da soli ai pazienti con acne. Questo non è quanto le linee guida sostengono, in quanto individualmente non sono efficaci nel trattamento di tutti gli aspetti della patologia. Per non parlare del fatto che questo tipo di mono-terapia è implicato nella resistenza antimicrobica”.

Dalla prospettiva del paziente, inoltre, lo studio ha dimostrato che anche coloro che si sottopongono ad una terapia a base di antibiotici per via orale vorrebbero avere la garanzia di ricevere la terapia ottimale.

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Matthew Gass, della British Association of Dermatologist, ha aggiunto: “Dal momento che il NHS – il sistema sanitario nazionale britannico e i suoi organi consultivi stanno diventando sempre più ligi circa l’uso responsabile degli antibiotici, è importante per i medici riflettere sul modo in cui prescrivono l’uso di antibiotici per una patologia così comune come l’acne giovanile. Questo studio fornisce un segnale importante e si spera aiuterà professionisti e pazienti a livello sanitario”.

L’acne: una patologia comune

Come è noto, l’acne è una manifestazione molto comune della pelle caratterizzata da punti neri e brufoli e pustole piene di pus nei casi più gravi. La sua intensità varia in da pochi punti sul viso, sul collo, sulla schiena e sul petto a un problema più significativo che può causare cicatrici permanenti e un grande impatto sulla fiducia in se stessi. Un certo grado di acne colpisce quasi tutte le persone di età compresa tra i 15 e i 17 ma dal 15 al 20 per cento dei casi la patologia si mostra da moderata a grave.

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