In condominio che fare se il cane abbaia?

Quando si abita in un condominio e si vive con un animale, è sempre bene sapere quali sono i propri diritti.

Tanto per cominciare, non si può vietare a chi abita in condominio di vivere con un animale solo perchè la sua presenza non è gradita: chi agisce in giudizio deve dimostrare che l’animale turba la quiete o compromette l’igiene della collettività.

Così stabilisce una importante sentenza della Procura di Campobasso del 12 maggio 1990.

SE I VICINI SONO INTOLLERANTI

Disturbo ed immissioni (odore del pelo, bisogni fisiologici) non sono lecite solo se per intensità e frequenza provocano insofferenza e causano disturbi alla quiete o malessere anche a persone di normale sopportazione.

Non bisogna lasciarsi intimorire dall’intolleranza dei vicini e dai loro tentativi di fare allontanare il cane o gatto.

I casi in cui il Giudice o l’Autorità Sanitaria possono imporre l’allontanamento degli animali sono davvero rari e possono verificarsi solo quando vi siano comprovati motivi di ordine igienico – sanitario o a causa di un eccessiva concentrazione di animali in uno spazio abitativo.

Per una convivenza gradevole e lunga è buona norma non circondarsi di un gruppo di amici non umani così numerosi da non permetterne la corretta gestione in termini di pulizia e cura.

SE IL CANE ABBAIA

L’abbaiare non può essere considerato un disturbo alla quiete ( ex art. 659 c.p.) fino a quando le lamentele non vengono fatte da un gruppo indeterminato di persone.

Una sentenza (Corte di Cassazione 1349 del 06/03/2000) ha stabilito che ” se gli ululati non disturbano una pluralità di persone, ma ad averne fastidio è il vicino di casa, è inutile querelare il padrone per disturbo alla quiete pubblica in quanto il disturbo non coinvolge che un solo nucleo familiare”.

Abbaiare è un diritto esistenziale:

lo ha stabilito il Giudice di Pace di Rovereto in una sentenza emessa a seguito di una richiesta di risarcimento inoltrata da un uomo nei confronti del suo vicino di casa con due dobermann.

Lo stesso giudice ha dichiarato lesivo dei diritti dell’animale l’uso dei collari anti-abbaio (collari a pile che emettono suoni ad alta frequenza quando il cane abbaia, facendogli abbassare il volume).

Ma, anche se abbaiare è un diritto esistenziale ed un modo per comunicare con gli umani e altri animali, occorre non dimenticare come l’insistente abbaiare del cane in nostra assenza potrebbe nascondere un profondo disagio o addirittura un comportamento patologico come stress da ansia da separazione.

E’ necessario quindi non sottovalutare i segnali che ci giungono dall’animale e nel caso siano indice di un equilibrio psico-fisico compromesso, aiutarlo a recuperare la serenità.

IN CASO DI MINACCE

Se un condominio o un vicino rivelasse l’intenzione di nuocere al cane o al gatto, anche se non di proprietà, o di manifestare propositi di avvelenamento è possibile presentare una denuncia – querela alla Polizia Municipale, alla Polizia di Stato, ai Carabinieri, o al Corpo Forestale dello Stato per “minaccia” ex art. 612 c.p. che punisce a querela della persona offesa “chiunque minacci ad altri un danno ingiusto“, in relazione all’art. 544-bis del codice penale (uccisione di animali).

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