Usa bambini e cancro per una finta raccolta fondi su Facebook

Quante volte davanti ad una raccolta fondi su Facebook ci siamo chiesti se fosse vera? In questo caso tutto quello che ha architettato Mandy Hargraves sembrava verosimile ma era un clamoroso fake. Per fortuna le autorità hanno capito tutto. 

Mandy Hargraves ha annunciato al mondo la diagnosi dei suoi medici rispetto al cancro spiegando chele avevano dato poche settimane di vita. Ha anche detto che il suo ex marito le aveva voltato la schiena e per questo si trovava “costretta” a fare una raccolta fondi. Tutto il gioco ha retto fino a che le autorità non hanno chiesto di dare uno sguardo all’anamnesi scoprendo che Mandy non era affatto in pericolo di vita.

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Fino a qualche tempo prima certamente Mandy Hargraves non se l’era passata bene: era stata ai ferri corti col marito e rischiava di andare in rovina. Questo sì. Poi però il marito è tornato a casa ed è iniziata la storia delle donazioni che avrebbero dovuto finanziare la quarta fase di malattia legata ad un cancro allo stomaco.

Le autorità della Georgia che hanno preso in mano la situazione hanno detto che Mandy ha ingannato tantissimi stranieri che hanno effettuato dei versamenti tramite Facebook, inteneriti dalla storia di questa donna di appena 34 anni. Una donna giovane ma con le idee molto chiare riguardo le truffe visto che ha usato perfino i bambini per spillare soldi ai cittadini creduloni. Scriveva messaggi di questo tipo:

“Con tutte le cattive notizie che mmi hanno colpito con ieri ho deciso che continuerò la mia vita come mai mi è capitato fino a questo momento. Mi rifiuto di perdere la battaglia. Non ho con me che due figli bellissimi che hanno bisogno della loro mamma e io sono determinata a lottare per la mia vita e per il loro bene.”

Poi ha anche usato i figli per sostenere la causa. Per esempio ha riferito che la figlia le aveva dichiarato di voler essere la sua eroina e d’impegnarsi con tutta se stessa a diventare un’oncologa di fama mondiale per curarla. E lei con altrettanta enfasi aveva ribattuto: “Dr. Hargraves non ha idea che lei è uno dei motivi per cui continuare a combattere questa battaglia”.

E così hanno cominciato a vendere le magliette e c’è stata gente che da tutto il mondo ha acquistato i gadget contribuendo alla campagna di raccolta fondi. Una t-shirt è stata comprata perfino a Parigi. Le risposte sono state sempre puntuali con ringraziamenti a uomini e donne che avevano e hanno a cuore la battaglia contro il cancro.

Ora Hargraves, scoperta dalle autorità, rischia fino a un anno di prigione e una multa di 1000 dollari. Sono state messe nero su bianco le sue cartelle cliniche e con moltissima prudenza, analizzando ogni dichiarazione, si è cercato di distinguere le informazioni vere da quelle verosimili e da quelle false.

Certo è che la storia di Mandy aumenterà la diffidenza nei riguardi di catene e raccolte fondi gestite attraverso internet e virali sui social. Il fatto è che quando si parla di cancro e di malattia, spesso non si ha la sensazione che dietro la malattia ci sia una truffa. Mandy è riuscita ad abusare della credulità dei suoi amici che inconsapevolmente le hanno retto il gioco, così come tanti parenti, compresi quelli che davvero hanno avuto a che fare con il cancro e con la morte per malattia. L’ultima domanda da porsi è: meglio la prigione o meglio il cancro?

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