Un politico repubblicano augura pubblicamente che una giornalista sia stuprata

Spero tanto che tu sia stuprata oggi da un rifugiato siriano. Queste le parole di un candidato repubblicano sostenitore di Trump rispetto ad una giornalista

Siamo nel 2016 e il machismo è tornato di moda nella maniera peggiore. Adesso si è arrivati al punto che un candidato repubblicano sostenitore di Trump è libero di augurarsi pubblicamente, su Facebook che una giornalista indiscreta sia stuprata. 

Lo stupro come punizione per una donna che non si fa gli affari propri. Parole che stavolta non possono essere tollerate al fine di non condire il dibattito politico con facili associazioni e pochissime verità. La stampa americana sarà all’altezza dell’ennesimo scandalo?

49108435.cached

La giornalista presa di mira si chiama Olivia Nuzzi e ha raccontato lei stessa l’accaduto sul The Daily Beast. La Nuzzi racconta che la sua carriera di giornalista è inizia nel 2013 quando aveva appena 20 anni e fu appellata “fica” da un addetto stampa per la campagna del sindaco di New York. Allora non ci fece troppo caso, ovvero non s’indispettì più i tanto dimostrando di essere molto tollerante rispetto al linguaggio colorito che sanno adoperare i politici uomini nei riguardi delle giornaliste. In fondo ci può anche stare quando è una lotta tra poteri forti e si mantiene comunque una soglia di rispetto per gli avversari.

Peccato che nonostante l’elevata tolleranza sia complicato prevedere le uscite davvero di cattivo gusto dei politici di oggi che testimoniano un crollo verticale della qualità del discorso politico ma anche l’inaridimento della società stessa. Il punto di partenza del battibecco tra Olivia Nuzzi e Mike Krawitz è stato un post su Facebook. La giornalista ha riportato la storia scritta da un suo collega Brandy Zadrozny riguardo la seconda moglie di Trump, Marla Marples. La Nuzzi ha spiegato che il suo collega è forse l’unica persona che conosce più ossessionata di lei dalla Marples.

Poco dopo aver postato la storia, le è arrivato un messaggio privato da Mike Krawitz, candidato repubblicano per il West Deptford, New Jersey. Quest’uomo le aveva lasciato tre commenti sul post: uno in cui si allude ad un’orgia dei Clinton con venature lesbo, più due messaggi in cui le si augura di essere stuprata da un rifugiato siriano.

Il discorso è ampio: si dovrebbe parlare della discriminazione che ancora è operata sulla base dei gusti sessuali, si dovrebbe poi parlare del fatto che i politici sono obbligati a non avere una vita privata e sono obbligati ad essere giudicati per il loro (ipotizzato o reale) orientamento sessuale. Si dovrebbe parlare anche della violenza verbale adoperata nei riguardi delle donne con estrema leggerezza come in questo caso, ma soprattutto si dovrebbe parlare di tutti i pregiudizi legati agli stranieri. In questo caso per esempio non si fa differenza tra immigrati e rifugiati e si alimenta l’idea che gli stranieri siano tutti stupratori.

Ma augurare ad una donna di essere violentata non è forse violenza? Siamo sicuri che alzare i toni e abbassare il livello del dibattito contribuisca ad avere un’informazione veritiera?

Commenti

ELENCO TAG

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.