Spende 1000 £ per dimostrare che un cartello stradale è illegale

Anche se sarebbero bastate 60£ per chiudere la questione. Una battaglia legale incredibile.

Una battaglia lunga un anno e anche abbastanza dispendiosa ma forse ne è valsa la pena perché si è dimostrato che il cartello posto in una strada non soltanto era illegale ma aveva ingannato gli automobilisti per 30 anni. 

Il protagonista di questa storia si chiama Eddie Mustoe ed ha 54 anni. È stato fermato dalla polizia dopo aver guidato in una strada ignorando il segnale stradale di divieto d’accesso. L’uomo però, non ha accettato di buon grado questa multa e ha voluto vederci chiaro. Eddie, padre di tre figli, si è assunto le sue responsabilità di guidatore e ha fatto una ricerca scoprendo che il segnale all’incrocio della strada era illegale. Così ha deciso di portare la sua storia in tribunale. I giudici gli hanno dato ragione anche se non è stato ancora disposto che il cartello sia eliminato.

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Vietato l’ingresso. Questo era il cartello all’inizio di una strada percorsa da Eddie Mustoe in barba al divieto. Una multa salata che non è stata pagata e poi una battaglia legale “di principio”. Pagare la multa, infatti, sarebbe stato meno oneroso che provare di avere ragione. Per andare in tribunale, infatti, il signor Mustoe ha speso 1000 sterline. Certo la soddisfazione resta visto che dimostrato che un cartello stradale vecchio di 30 anni, è assolutamente illegale. Quando è stato fermato dalla polizia di Bristol gli è stata comminata una multa di 60 £ e la decurtazione di 3 punti dalla patente per aver ignorato la segnaletica.

Il segnale incriminato si compone di un rettangolo grigio con un cerchio rosso e bianco e l’indicazione del divieto d’ingresso per tutti tranne che autobus, pullman, taxi e ciclisti. L’intuizione vincente di Mustoe è legata alla forma del cartello. In pratica ha capito subito che i segnali di divieto devono essere progettati diversamente, dovrebbero cioè prevedere un box con su scritto “eccetto” seguito dalle immagini dei veicoli che sono ammessi in un determinato tratto di strada.

L’intuizione del protagonista di questa storia nasce anche dall’esperienza visto che si tratta di un commerciante di motori che ha detto ai giudici che quel cartello in particolare è ambiguo per cui è chi l’ha posto ad essere dalla parte del torto. Ha insistito nel dire che il segnale era illegale e l’ha fatto fino in tribunale dove la battaglia si è conclusa dopo 9 mesi di sforzi mentali ed economici.

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Sicuramente ha guadagnato la gloria e ovviamente non dovrà pagare multa ma la battaglia legale ha avuto un costo esagerato rispetto all’entità del pomo della discordia. I magistrati di Yate che in generale gli hanno dato ragione, hanno però detto che il cartello è chiaro nelle intenzioni per cui probabilmente sarà sostituito da un cartello migliore ma il divieto potrebbe non essere eliminato da quella zona. Mustoe ha dichiarato alla fine:

“Anche se è costato molto, ero determinato a lottare a qualunque costo e anche se gli sono stato dietro 12 mesi, alla fine ne è valsa la pena. Credo che segnali e posti come questo siano usati come vacche da mungere, siano usati per battere cassa. Chiederò ai giudici di cambiare la segnaletica.”

Ha raccontato poi di essere rimasto bloccato nella corsia interdetta senza poter fare marcia indietro o inversione, essendo così costretto a proseguire fino alla fine della strada. Alcuni avvocati che hanno seguito il caso dicono che potrebbe aprire le porte ad una serie di contestazioni e multe comminate negli anni passati sempre in relazione alla mancata osservazione del divieto in questione.

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