Silenzio o coerenza: cosa premia nel discorso politico?

In due occasioni, due politici americani, hanno dimostrato che in politica non sempre la verità, la chiarezza e la spiegazione di ogni cosa sono da considerare punti a favore nel discorso che si rivolge ai cittadini. Il caso di Obama e Trump e del loro ultimo discorso politico

Un vecchio detto dice: fai quel che il prete dice e non quel che il prete fa alludendo alla differenza che c’è tra il dire e il fare. I discorsi politici sono spesso conditi di informazioni, proposte e buoni propositi ma nella pratica i politici traducono difficilmente quel che promettono e qualche volta dicono cose che le loro azioni sconfessano.

Il silenzio di Obama su diritti umani in Vietnam

Obama è stato in Vietnam e dopo 50 anni dall’inizio dell’embargo nei riguardi di questo Paese, ha dato il via ad un new deal sulla vendita delle armi. Fine dell’embargo e via libera al commercio di armi. Un vero e proprio regalo che è stato fatto dall’America ad un Paese con il quale 50 anni fa gli States erano entrati in guerra. Un regalo che alcuni analisi considerano “sospetto” visto che è fatto proprio durante le elezioni per l’Assemblea Nazionale. Il presidente americano avrebbe potuto approfittare dell’occasione per mettere dei “paletti” democratici alle relazioni che si costruiranno alla luce del sole, magari affrontando il discorso legato al rispetto dei diritti umani – un po’ carente in Vietnam – e allo sviluppo della democrazia. Invece è stato preferito il silenzio perché altrimenti sarebbe stato illuminato un aspetto di lungo periodo della legazione USA-Vietnam. Riattivando il commercio tra i due Stati e irrorando il Vietnam di armi americane, in realtà gli States non curano soltanto l’economia e il business ma vogliono lanciare un messaggio preciso alla Cina, nemica storica del Vietnam.

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Visto questo doppio fine della visita di Obama ad Hanoi, i rappresentanti vietnamiti e americani hanno preferito tacere di questioni importantissime come lo sviluppo della democrazia in Asia. Gli osservatori americani non hanno trascurato allora di additare l’incongruenza tra la tanto sbandierata democrazia “da asporto” a stelle e strisce e la dichiarazione sull’impossibilità di agire a favore della democrazia in Vietnam. Ha detto Obama:

Io ho chiarito che gli Stati Uniti non cercheranno d’imporre alcune forma di governo al Vietnam o a qualsiasi altra nazione… al tempo stesso si continuerà a parlare di diritti umani.

In sostanza Obama, pur di lanciare un messaggio di potenza alla Cina, ha rotto gli indugi e annullato l’embargo con il Vietnam senza però dire nulla sullo scarso rispetto dei diritti umani in questo paese; così che si esporta di certo un bel carico di armi, ma è molto difficile che si esperti la democrazia.

Forse ne esce meglio Trump e il discorso sul riscaldamento globale

Cosa c’entra Trump, candidato repubblicano alla Casa Bianca, con le operazioni di Obama? Nulla, per il momento, se si guarda soltanto all’effetto delle operazioni politiche. Tuttavia Trump, nel suo eccentrico e sopra le righe, dimostra nella pratica che molte delle accuse che fa non si traducono e non si tradurranno in azioni concrete. Tutt’altro! Tutto il discorso sul riscaldamento globale fa al caso nostro. Trump infatti ha attribuito i peggiori aggettivi alla teoria sul riscaldamento globale definendola, oltre che una “stronzata”, “pseudoscienza” anche una “bufala totale”. Poi però ha chiesto l’autorizzazione per costruire un muro in mare per evitare che gli effetti del riscaldamento globale e in particolare l’innalzamento del livello del mare, possano intaccare il suo campo da golf.

Un’operazione assolutamente poco coerente con quel che ha sempre dichiarato il candidato alla presidenza americana, un’operazione che fa guardare Trump con occhi diversi, con uno sguardo più accondiscendente e clemente. Come a dire che can che abbaia non morde.

Dove vogliamo arrivare, adesso, è fin troppo chiaro: meglio il silenzio di Obama sui diritti umani in Vietnam, cui si aggiunge la rottura dell’embargo sulle armi, o meglio la poca coerenza di Trump che chiama la teoria del riscaldamento globale pseudoscienza ma poi è pronto ad innalzare barriere contro gli effetti del riscaldamento globale stesso?

Photo di Politico.com

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