Rifugiati verso il Regno Unito, partono da casa di Clooney

Rifugiati in contrasto con i VIP che abitano sul lago di Como ma le frontiere sono chiuse e non sanno come andare via. Dove vogliono arrivare, invece, è molto chiaro

George Clooney è su tutti i giornali per aver detto che un giorno sogna di diventare presidente americano. Una dichiarazione che appare assolutamente anacronistica. È forse uno stratagemma per volgere lo sguardo altrove? 

Se l’affascinante George dice di voler diventare presidente americano, elettori e non iniziano a fantasticare sull’attore alla Casa Bianca e non si curano di quel che accade nella sua dimora, la casa sul lago di Como, vicino alla quale si sono raccolti un buon numero di rifugiati.

“Non ci fermeremo fino a che non avremo raggiunto l’Inghilterra.”

È quello che i rifugiati continuano a ripetere adesso che la Svizzera ha chiuso la frontiera. Sono centinaia di rifugiati accampati in un luogo idilliaco come il lago di Como. Dall’essere rifugio dei VIP, in primis George Clooney, adesso il lago di Como è diventato una dimora per i rifugiati che se ne servono come di un punto di passaggio verso l’Europa. La stazione ferroviaria più prossima al lago è diventata un campo di fortuna, una casa per tanti migranti. Arrivano qui da ogni parte del mondo, dall’Africa, dall’Asia, dal mondo arabo.

lagocomo

Pensavano di trovare fortuna in Svizzera ma i nostri vicini hanno chiuso le frontiere, così non gli è rimasto che andare a cercarsi un posto tra Clooney e Madonna. La stazione è diventata un campo improvvisato: le famiglie vivono circondate da abiti scartati, scarpe, contenitori per alimenti e – come spesso accade in queste situazioni – anche da immondizia e topi. Ovviamente chi alloggia nei resort di lusso sul lago di Como non è affatto contento della situazione: ogni tanto spuntano delle tende e sembra si sia sparsa la voce per cui anche i migranti che prima stavano a Milano, adesso hanno fatto marcia indietro e posticiperanno la partenza verso l’Europa.

Quattro ragazzi etiopi sono stati raggiunti dai giornalisti del Daily Mail Online e hanno raccontato la loro storia. Dormono all’addiaccio alla stazione. Sono arrivati a Como da poche ore e vogliono andare in Svizzera oppure in Inghilterra.

“Ma la frontiera è chiusa per noi se viaggiamo in treno, per questo dobbiamo trovare un altro modo”.

Samir dice di avere 16 anni e i suoi amici ne hanno 18 e 15. Con loro c’è anche una donna che hanno trovato lungo il loro viaggio.

“Siamo stati in viaggio per 4 mesi. Abbiamo lasciato l’Etiopia e siamo andati in Sudan, poi in Egitto dove abbiamo ottenuto una barca per arrivare in Italia. Siamo stati salvati e poi messi in salvo a Catania in Sicilia. Dopo un po’ ci siamo rimessi in marcia verso Roma e Milano e ora siamo qui. Non ci fermeremo, vogliamo arrivare in Inghilterra. Non ho una famiglia ma so che lì ci sono altre persone del mio paese. Si dice che l’Inghilterra sia il miglior posto dove andare per noi rifugiati”.

Le storie però sono tante e diverse, per esempio c’è anche Alpha che arriva dalla Guinea e ritiene che il posto migliore per i rifugiati sia la Germania per cui è lì che vuole andare. Ha dovuto attraversare il Sahara, arrivare in Libia, stare lì per sei mesi prima di ottenere il gommone per arrivare in Italia. Anche lei è arrivata a Catania dopo un viaggio molto pauroso. In Italia è arrivato anche l’afghano Hamid che dice di essere clandestino nel nostro paese perché ha vissuto 6 mesi nel Regno Unito ma la sua richiesta di asilo è stata negata e così gli è stato imposto di tornare in Afghanistan. Lui ha preferito arrivare in Italia dove la domanda di asilo è stata approvata e ora aspetta le carte in questo limbo non proprio felice.

Insomma, benché la meta sia sempre più ambiziosa, il Regno Unito o la Germania, la Svizzera o l’Austria, alla fine i migranti giungono in Italia e ci restano per via delle frontiere bloccate. Non si può dire che il nostro sia un paese inospitale.

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