Ragazze violentate al Festival Party in the Park in Svezia

Alexandra Larsson di 17 anni ha raccontato tutto alla famiglia e alla polizia ma ad essere violentate potrebbero essere state più di 100 ragazze.

Una ragazza esce dall’anonimato e denuncia l’aggressione durante il Festival Party in the Park che si è svolto in Svezia. Il racconto che fa della violenza subita è agghiacciante. 
Per prima cosa racconta che un uomo l’ha afferrata tra la folla, le ha toccato i genitali. Nello sbalordimento totale si è guardata intorno e ha visto tantissime altre ragazze che piangevano ovunque. Lei si chiama Alexandra Larsson, ha 17 anni e ha deciso di raccontare l’assalto subito da alcuni ragazzi stranieri che hanno violentato circa 35 donne al festival Party in the Park in Svezia. Secondo le prime ricostruzioni dell’accaduto fornite dall’autorità gli assalitori sarebbero giovani stranieri di età superiore a 30 anni.

alexandra larsson

Il fatto è avvenuto durante il Festival Party in the Park che si tiene a Karlstad a 250 miglia da Stoccolma, il venerdì e il sabato sera. Non appena la ragazza ha raccontato l’accaduto, la memoria è andata indietro agli attacchi di Colonia di Capodanno. Alexandra Larsson ha detto che all’inizio l’atmosfera era gradevole ma durante l’ultimo concerto con John de Sohn, poco dopo la mezzanotte, la situazione è sfuggita di mano. Prima le ragazze sono state spinte contro il palco da una folla enorme. Poi alcuni ragazzi hanno provato a tranquillizzarle ma l’assalto era cominciato.

Gli uomini hanno iniziato a minacciare le ragazze di ucciderle, apostrofandole in modo poco gentile, come delle prostitute. L’abuso verbale – se così si può chiamare – è stato soltanto l’inizio. Le ragazze sono riuscite ad allontanarsi da quegli aggressori e hanno iniziato a seguire il concerto. Poi, racconta Alexandra, ha iniziato a sentire che le toccavano il sedere. Si è girata verso i ragazzi dicendo loro che così non andava bene e di allontanarsi. Invece i ragazzi hanno fatto scivolare le dita prendendole i genitali. Fortunatamente indossava i jeans. Si è voltata di nuovo intimando agli uomini che aveva intorno di fermarsi ma tutti si sono dichiarati innocenti tra la folla.

Siccome è successo tutto di nuovo a distanza di pochi minuti, lei si è girata chiamando – chiunque fosse – “maiale” e insieme alle amiche ha deciso di lasciare il concerto. Ma c’era troppa gente e si è sentita impotente, incapace di individuare esattamente il colpevole e di farlo arrestare.

Il problema è che all’inizio sembrava un tocco casuale, invece poi le molestie sono diventate sempre più insistenti e grezze. Si è guardata intorno e ha visto soltanto ragazzi della sua età che stavano ascoltando il concerto. Poi dietro di lei ha individuato degli uomini più grandi ma non di certo svedesi. Ha dichiarato che le sono sembrati degli immigrati anche se non ha saputo indicare nemmeno approssimativamente la nazionalità degli aggressori. Purtroppo la sua denuncia è una goccia nell’oceano perché tante altre ragazze che in quel frangente hanno subito l’aggressione, non hanno voluto denunciare l’accaduto. Secondo il suo racconto ci sarebbero state almeno un centinaio di persone cui sono stati toccati i genitali, il sedere e il seno. Purtroppo, secondo la signorina Larsson, molte ragazze della sua età hanno poca autostima e finiscono per darsi la colpa di quel che è avvenuto.

Il fatto che sia successo sotto il palco, il fatto che la polizia non abbia saputo individuare gli aggressori e il fatto che le vittime non abbiano denunciato in massa gli aggressori, sono tutti indici di una situazione sociale molto sgradevole in cui chi si macchia di crimini sessuali la fa franca e chi si vede limitare la libertà di movimento o di divertimento, è del tutto impotente.

“Non va bene. Dovrei essere in grado di andare alle feste e divertirmi come tutti gli altri, senza avere paura. È sbagliato, veramente sbagliato, ma dopo quello che è avvenuto ieri ho paura. È maledettamente difficile che le persone comuni che vogliono solo divertirsi debbano soffrire solo perché qualcuno pensa che sia divertente violentare una ragazza. Secondo me il problema è sempre più diffuso perché chi commette questi crimini sa che non sarà mai catturato.”

La polizia ha riferito che gli autori legati agli assalti sono “giovani e sono stranieri”. Per il momento hanno arrestato due ragazzi, entrambi residenti in un centro di asilo vicino per i bambini rifugiati non accompagnati.

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