Quanto deve la Casa Bianca agli schiavi?

L’America – se li avesse pagati il giusto – non avrebbe potuto permettersi gli schiavi. Però adesso potrebbe annullare il debito dei discendenti. O no?

Gli schiavi che hanno contribuito alla costruzione della Casa Bianca, non sono stati opportunamente retribuiti, altrimenti li avremmo chiamati lavoratori e non schiavi. Qualcuno ha contabilizzato i debiti.

Gli schiavi che hanno lavorato per la costruzione della residenza presidenziale americana dovrebbero essere risarciti per il lavoro svolto con una cifra da capogiro. Si parla di 83 milioni di dollari ma – com’è facile immaginare – non vedranno un centesimo di questa incredibile cifra.

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L’America ha un debito con i discendenti di questi schiavi che sono stati anche individuati:

Peter. Ben. Harry. Daniel. Jerry. Moses. Anthony. Tom. Jess. Jack. Nero. George. David. Gus. Bob. Liverpoole. Gerard. Gil. Alex. Stephen. Dick. Nace. Charles. Bob. Kitt. Moses. Len. Jim. Arnold. Davy. Frank. Newton. Moses. Charles. Jacob. Gabriel. Henry. William. Joseph. James.

Non c’erano cognomi ufficiali nei documenti della Casa Bianca visto che a queste persone era riconosciuto lo stesso status degli animali, erano trattati come cani. Oggi parlare in questi termini della Presidenza americana getta una luce sinistra sull’operato di tutti. Ad ogni modo le persone che abbiamo elencato, dall’alba al tramonto, sei giorni a settimana, hanno abbattuto alberi, cavato la pietra e realizzato mattoni. Hanno fatto tutto contando soltanto sui propri muscoli. Hanno scavato le fondamenta della Casa Bianca e hanno fatto la più parte del lavoro che poi è stato completato anche da altri muratori, carpentieri e operai regolarmente stipendiati.

In America c’erano dei caporali (stiamo usando un linguaggio mutuato dal settore agricolo italiano ma rende bene l’idea) che facevano da intermediari e venivano pagati per ogni schiavo circa 60 dollari all’anno, che all’epoca erano tanti. Gli schiavi ovviamente non percepivano nemmeno un centesimo di questa somma.

La storia racconta che nel 1791, Pierre L’Enfant ha prima di tutto pianificato la costruzione della City di Washington affittando schiavi afroamericani. Poi, quando le fondamenta sono state concluse, si è affidato a lavoratori europei e americani per completare le strutture ma tutti sono concordi nel ritenere che il lavoro più grosso sia stato fatto dagli schiavi. Questi, come risulta anche dagli archivi nazionali, erano affittati come carpentieri, falegnami e non soltanto.

C’è chi si è divertito a ricostruire il debito che è stato accumulato dalla Casa Bianca e dai suoi caporali nei riguardi degli schiavi e dei loro discendenti, un debito che potrebbe annullare un altro debito di cui si parla da anni. Considerato un tasso d’interesse del 5% capitalizzato ogni anno per 224 anni e considerata la paga di 60$ all’anno, la Casa Bianca dovrebbe restituire ai discendenti degli schiavi ben 3,246,218.08 dollari. Alcuni sostengono che si potrebbe anche applicare un tasso d’interesse del 10 per cento e questo porterebbe il debito a 112,230,972,351.66. Ma se gli schiavi, come sostengono altri, dovessero beneficiare del 20% di rendimento annuo? Allora si arriverebbe a cifre da capogiro.

Si potrebbe arrivare a dire che la Casa Bianca, non poteva affatto permettersi di pagare uno schiavo. Ma ovviamente è matematica da un lato e fantascienza dall’altro. C’è adesso una pulce nell’orecchio dei discendenti degli schiavi: e se il debito accumulato dai loro paesi nei riguardi della Casa Bianca fosse annullato con una giusta retribuzione degli schiavi di allora? Magari si potrebbe soprassedere sugli interessi e bypassare la tassazione del lavoro.

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