“On Beauty”: il fotografo che abbandona le perle della moda per quelle del vero

La storia di Rick Guidotti è una storia sulla bellezza. Sulla sua apparenza, sul suo senso, sul suo essere profondo.

Rick era al culmine della sua carriera come fotografo di moda. Nel corso della sua vita aveva lavorato a Milano, a Parigi, a New York e in qualsiasi altra capitale del mondo in cui ci fosse una passerella per sfilate di haute couture o prêt-à-porter.

Il suo lavoro era abbastanza semplice: consisteva nel fotografare quelle che – gli era stato detto – erano le persone più belle del mondo.

Un giorno, però, a Manhattan, ha visto una donna bellissima. Il suo aspetto fisico non assomigliava affatto agli standard con cui aveva sempre lavorato. La ragazza era affetta dalla anomalia genetica nota sotto il nome di albinismo.

Guidotti ha così iniziato a riflettere sul vero significato della bellezza. E ha ripensato la sua vita.

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In poco tempo Rick ha detto addio al mondo patinato della moda e ha rivolto l’obiettivo della propria macchina fotografica verso le persone affette da difetti ereditari, anomalie genetiche e malformazioni fisiche.

«Nella moda sono sempre stato frustrato perché mi è stato sempre detto ciò che dovevo fotografare. Mi hanno sempre detto che si trattava delle persone più belle del mondo, ma non era vero.”

Spinto da questi sentimenti, Guidotti ha così dato vita al progetto no profit intitolato Positive Exposure con cui oggi utilizza la fotografia e i video per trasformare la percezione pubblica delle persone che sono affette da differenze genetiche, fisiche e comportamentali, differenze che vanno dall’albinismo all’autismo.

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Da questo progetto sono nati con il tempo dei veri e propri programmi educativi e di sensibilizzazione, che attraverso il web raggiungono tutto il mondo per promuovere un mondo più inclusivo cui cui celebrare le differenze tra le persone.

Oggi migliaia di persone seguono il progetto di Rick. L’ex fotografo di moda spera che le sue immagini possano contribuire ad umanizzare gli standard utilizzati nella società come nel mondo del fashion.

Come si fa a convincere la gente a vedere le persone con differenze fisiche non come vittime, ma come bambini e persone prima di tutto? La colpa deve sparire. La paura deve sparire. Il comportamento deve cambiare. Questi bambini hanno bisogno di essere visti come i loro genitori li vedono, come i loro amici li vedono, come parti importanti e positive della società, come bellezza.

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Il suo lavoro sta ricevendo di recente sempre più attenzione grazie anche all’uscita di un film – documentario sul suo progetto di ridefinizione della bellezza, intitolato appunto, “On Beauty“. Sulla bellezza, quella vera.

“La bellezza non sta nella cosa guardata, ma nello sguardo”. André Gide

Via | lifebuzz

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