Non le vendono alcolici perché è con la figlia minorenne

In Italia il cassiere avrebbe rischiato l’arresto, in Inghilterra è stato difeso dall’azienda.

Ai minorenni non si possono vendere né somministrare alcolici. In Italia come all’estero c’è una forma di protezione commerciale nei riguardi dei ragazzi che non hanno raggiunto la maggiore età, una protezione che spesso porta a situazioni assurde. 

In Inghilterra una donna ha raccontato di essere stata umiliata da un cassiere dei negozi Tesco che si è rifiutato di darle degli alcolici perché era con la figlia quindicenne anche se al momento di pagare la ragazza era in un altro reparto a scegliere dei biscotti. Una situazione che molti hanno definito paradossale. In Italia accadrebbe la stessa cosa?

tesco

Cosa è successo nel negozio Tesco

Angela Saunders è una mamma di 48 anni che era andata in un negozio TESCO a Saxmundham, Suffolkm a fare un po’ di spesa per la settimana. Nel carrello ha messo anche una Lager, una birra, ma il cassiere si è rifiutato di vendergliela perché con lei c’era la figlia Kiera di quindici anni. Per tutta risposta la signora ha fatto notare che la ragazza era in un altro corridoio a scegliere dei biscotti per cui non si sarebbero corsi i rischi elencati dal commesso. Alla fine, umiliata dai continui rifiuti, la donna è andata via dicendo che non avrebbe mai più messo piede in quel negozio. Angela Saunders racconta che la maggior parte del personale di quel negozio è sempre stata gentile con lei ma sembra che quella persona alla cassa nutrisse un’antipatia nei confronti della donna. Insomma, qualcosa di personale.

“Non riuscivo a capire cosa fosse successo. All’inizio ho pensato che fosse per il mio documento d’identità, ma poi ho pensato: ho 48 anni! Mia figlia in ogni caso non aveva toccato la bottiglia di birra e adesso dice che non verrà più a fare la spesa con me.”

Il caso si poteva anche chiudere così con questo diverbio, invece sono andati avanti e il signor Saunders ha chiesto di vedere un manager. Gli è stato risposto che l’avrebbe potuto incontrare ma sulla decisione del commesso non c’era scampo: il cassiere aveva fatto la cosa giusta. Il marito della donna cui si sono rifiutati di vendere alcool ha detto di essere shockato:

“Sono completamente fuori di testa. Sono stato un cliente molto affezionato ma dopo questo episodio non credo che ci torneremo mai più.”

In Italia si rischia anche l’arresto

In Italia la normativa è stata aggiornata qualche anno fa e per chi somministra alcolici ai minori di 16 anni, c’è anche l’arresto. Il riferimento normativo è la risoluzione 18512/13 del Ministero dello Sviluppo Economico che ribadisce il divieto di vendere bevande alcoliche ai minorenni. Un divieto tra l’altro già previsto dall’articolo 7 del DL 158/2012 che vietava anche la somministrazione sul posto.

Il codice penale comunque già prevedeva:

  • l’arresto fino a un anno per chi somministrava in un luogo pubblico o aperto al pubblico, bevande alcooliche a un minore di 16 anni
  • la pena pecuniaria da 250 a 1000 euro per chi infrangeva il divieto di vendita di bevande alcoliche ai minori di anni 18;
  • la pena pecuniaria è prevista anche nel caso di somministrazione di bevande alcoliche a minori degli anni 18, ma maggiori degli anni 16.

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