Le speranze e i sogni dei piccoli rifugiati siriani in 10 disegni

Per i genitori in fuga dai loro paesi dilaniati dalla guerra all’arrivo al campo profughi di Gevgelija, al confine tra Grecia e Macedonia, c’è un solo obiettivo in mente: mantenere i loro figli al sicuro. Il campo – che registra e ospita i profughi prima di lasciarli salire a bordo dei treni diretti a nord fino al confine serbo – ha una grande tenda che ospita soprattutto mamme e bambini. I volontari che gestiscono il campo – spesso psicologi, esperti di salute e servizi in grado di fornire anche un sostegno emotivo – assistono fino a 250 madri e bambini rifugiati siriani ogni giorno. All’interno della tenda, le madri possono finalmente sedersi e giocare con i loro figli.

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“Cerchiamo di rendere il loro tempo il più piacevole possibile,” ha detto Marija Todorovska, una volontaria de La Strada, un’organizzazione locale che accoglie i profughi. “Le madri arrivano qui esauste. A volte, i bambini sono anche loro stremati.”

Le donne spesso viaggiano da sole con i loro figli per volere dei mariti e nel corso del viaggio devono affrontare una serie di problemi fisici ed emotivi. Todorovska dice che può essere difficile parlare con le donne e i bambini che sono stati vittime di violenza sessuale e fisica lungo la strada a causa dei problemi di traduzione e della breve durata della permanenza al campo.

“In un primo momento, a volte dicono ‘No, no, tutto è ok’ – ma poi quando si passa del tempo con loro, si vedono i segni, spesso i segni visivi,  si può dire. Per quelli che parlano inglese, possiamo avere qualche collegamento. Ma per il resto possiamo solo osservare e poi dare il maggior sostegno possibile”.

In un angolo della tenda, due bambini seduti a un piccolo tavolo disegnano con i pastelli e matite colorate sulla carta. Un certo numero di altri disegni sono attaccati sulle pareti attorno alla tenda. I volontari avevano chiesto ai bambini di disegnare “l’unica cosa che sognavano” e “ciò che avrebbero desiderato per il loro futuro.”

Ecco le speranze e i desideri dei piccoli rifugiati siriani in 10 disegni. 

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Nei disegni dei piccoli profughi siriani compare sempre una casa. E quando anche compaiano tende piantate su un prato, si tratta di un prato sereno, pieno di fiori e di altri bambini con cui giocare. Dove si può persino andare sull’altalena in una bella giornata di sole. Il pensiero corre ai papà lontani, alla speranza di riabbracciarli presto. O alla possibilità di essere liberi come uccelli e, finalmente, volare via.

Via | buzzfeed

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