L’attacco all’aeroporto di Istanbul è stato sofisticato – il video

È cambiato l’obiettivo ed è stata intelligente la pianificazione dell’attacco. C’è da temere!

A guardare le prime immagini delle telecamere dell’aeroporto di Istanbul, si capisce che gli attentati terroristici hanno tutti la stessa dinamica.Invece viene fuori da una riflessione a caldo sugli eventi, che siamo di fronte ad un attacco terroristico molto sofisticato che dovrebbe far temere tutti per le sorti dell’Occidente e del suo mito dell’inviolabilità dei confini degli Stati. Per prima cosa è bene visionare il video che parte dalle telecamere dell’aeroporto.

Al di là della tecnica dinamitarda, secondo un articolo apparso oggi sulla versione americana del The Dayli

Tre mesi dopo l’attacco all’aeroporto di Bruxelles, i terroristi hanno dimostrato con l’attacco all’aeroporto internazionale di Istanbul la loro capacità allarmante di rimanere sempre un passo avanti rispetto ai sistemi di difesa che sono messi in campo dagli stati per fermare il terrorismo. Agili nella pianificazione degli attacchi, efficaci con l’uso delle bombe, oggi l’ISIS o chi per loro rappresenta una nuova e seria minaccia per gli aeroporti internazionali e in particolare per quelli americani. La maggior parte degli esperti concordano sul fatto che l’atrocità viste ad Istanbul sono caratteristiche dell’ISIS ma quello che sorprende è la raffinatezza dell’attacco.

attaccoistanbul

L’attacco è stato studiato con largo anticipo e il bersaglio, nonché le modalità di esecuzione dell’esplosione, sono stati definiti e individuati in modo preciso come se ad operare fosse un corpo scelto. Anche questo attacco può essere suddiviso in tre fasi: tutto è iniziato con un attacco in un parcheggio adiacente al terminal Arrivi Internazionali. L’obiettivo della prima fase era quello di fare sì che il personale di sicurezza del terminal convogliasse sul punto dell’esplosione. Gli assalitori sapevano e sanno che dopo-Bruxelles sono state inasprite le misure di sicurezza per l’ingresso nell’aeroporto ma ci sono ancora pochi controlli ai banchi del check-in.

La deviazione dell’attenzione verso il parcheggio è andata a buon fine per cui si è passati alla zona drop-off, ovvero al cordolo di persone in attesa di passare attraverso il sistema di sicurezza. In questo modo sono stati forzati portiere e sicurezza per arrivare al terzo attacco all’interno dell’edificio.

La telecamera di sicurezza ha mostrato chiaramente una persona che con una cintura esplosiva ha affrontato una guardia, l’ha messa a terra mentre cercava di impedirgli di attivare la cintura esplosiva. I responsabili della sicurezza hanno immediatamente detto che

“L’eventuale adozione di ulteriori misure di sicurezza, come il controllo delle persone e delle merci che entrano negli spazi antistanti l’aeroporto potrebbe essere importante ed effettivamente creare nuovi punti vulnerabili. In questo caso, infatti si assisterebbe ad uno spostamento del bersaglio. La preoccupazione per i cambiamenti degli attacchi potrebbe costare caro ai sistemi di sicurezza europei.”

In Europa (eccetto che in Germania) le autorità aeroportuali hanno fondi per finanziare la propria sicurezza. Negli Stati Uniti, naturalmente, l’Amministrazione Transport Security, TSA, è responsabile di tutta la sicurezza dell’aeroporto come parte della Homeland Security. Quello che preoccupa l’America e anche l’Europa è che gli aeroporti sono diventati un obiettivo più “semplice” da colpire rispetto agli aerei e certamente l’ISIS non perderà l’occasione di puntare all’aviazione commerciale. Gli attacchi di questo tipo infatti producono enormi risultati nel breve periodo facendo pubblicità all’ISIS e causando gravi danni economici e politici ai paesi colpiti che vedono sbriciolarsi le prospettive turistiche e anche la libertà di movimento dei cittadini.

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