La psicologia spiega perché tutti amano Trump

Donald Trump è sempre più popolare e la psicologia ha indagato su quello che può essere considerato un successo inaspettato. Sembra che a farla da padrone sia l’ignoranza, ma in che senso?

Nella corsa alla Casa Bianca, Donald Trump è sostenuto dall’ignoranza. I dati statistici delle ricerche condotte tra gli elettori repubblicani, parlano chiaro: il candidato in questione spopola tra gli elettori che non hanno completato il ciclo di studi superiore, in pratica piace ai non diplomati.

Questi elettori, in pratica, hanno una conoscenza troppo frammentaria dell’attualità e hanno accumulato numerose lacune per cui, delle dichiarazioni che Trump fa non sanno dire se siano vere o false. Andando ad analizzare poi le dichiarazioni, le opinioni e le proposte di Trump, si scopre che di quello che dice il 9% delle dichiarazioni sono vere o “per lo più vere” ma c’è un buono 57% di dichiarazioni che sono false o in gran parte falsa. Non è un caso che il candidato repubblicano abbia pubblicamente dichiarato:

“Mi piacciono le persone poco istruite”.

Uno psicologo che da anni studia il comportamento umano durante la tornata elettorale, ha spiegato che nelle attuali elezioni presidenziali americane, il meccanismo messo in atto è molto più complesso: gli elettori non soltanto sono disinformati ma non sanno nemmeno quanto lo sono. Soffrono cioè di una “sindrome” chiamata effetto Dunning-Kruger che impedisce loro di capire le lacune che hanno. In pratica le persone molto poco informate non sanno quanto sono poco informate e non sanno quanto sono male informate.

L’intelligenza e la conoscenza, al contrario, sono necessarie per riconoscere se un politico è bravo nel suo mestiere, se è intelligente e competente, al fine di effettuare poi una scelta di voto ragionata. Capire l’effetto Dunning-Kruger può essere cruciale per comprendere le caratteristiche dell’elettore di Trump.

Per esempio, se il candidato alla Casa Bianca dichiara di non conoscere il nucleare e poi si augura che Giappone e Corea creino le proprie armi nucleari, dimostra di voler invertire decenni di politica estera. Dichiarazioni che non solo vanno a mettere il naso in affari molto delicati, ma sotto i riflettori finiscono per aumentare narcisismo ed egoismo di chi dichiara tali castronerie. Purtroppo i suoi elettori “ignoranti” non possono rendersi conto della situazione e per giunta hanno un scarso senso civico. Questo li porta a non attribuire alle dichiarazioni di Trump il titolo di gaffe.

Se gli elettori sono poco informati o male informati, giungono a conclusioni sbagliate e, nel profondo disagio conoscitivo in cui piombano, si trovano costretti ad avere fiducia anche a costo di sembrare faziosi. A Trump, quindi, basta argomentare il modo logico delle teorie strampalate, per risultare credibile. E se poi nei comizi, ostenta anche sicurezza, il gioco è fatto: i cittadini avranno la sensazione di essere stati informati e non si preoccuperanno del fatto di essere stati informati bene o male.

Al di là del momento elettorale, comunque, l’effetto Dunning-Kruger, dimostra che è successo con Trump ma potrebbe succedere con qualsiasi altro politico, magari anche amante della psicologia.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.