Hacker chiedono l’uscita dall’UE del Vaticano

Una petizione con tante firme false ma anche tanti cittadini che supportano la causa con consapevolezza

Il Brexit ha scatenato tanta di quella ironia che adesso ci si mettono anche gli hacker che si sono intrufolati nel sistema di richiesta delle petizioni per introdurne una relativa al Vaticano, chiedendo che lo Stato della chiesa esca dall’UE. 

Sembra che gli hacker abbiano costruito e raccolto firme per una petizione “fasulla” che chiede un referendum per l’uscita di Città del Vaticano dall’UE. Il fatto che sia stato hackerato il sito è evidente infatti sono state raccolte ben 42 mila firme a fronte di una popolazione “vaticana” di appena 840 residenti.

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Le firme che hanno sostenuto la petizione sono state tantissime, circa 3,7 milioni. In realtà la radice di ogni cosa è un hacker che si è infiltrato nel sistema ed ha usato codici postali falsi in modo che ci si potesse iscrivere migliaia di volte alla petizione e al sito. Il Parlamento UE è stato preso in giro ed è stato creato anche un forum “politicamente scorretto” sull’argomento.

Come gli hacker sono riusciti a dirottare la petizione per un fantomatico secondo referendum per l’uscita dall’UE può essere rivelato soltanto dal MailOnline. Gli hacker si sono vantati di quello che hanno fatto e hanno detto che è fin troppo facile infiltrarsi nei siti di petizioni online del Regno Unito. Con la storia del Vaticano hanno racimolato più di 3,7 milioni di firme il che fa pensare che il pubblico sia molto “goloso” di nuovi referendum. Non solo in Italia si pensa all’Italexit (per quanto impossibile), presto ci sarà spazio nei giornali come nella società per il Vaticanexit. 

I computer hanno comunque individuato gli script che hanno contribuito a generare automaticamente centinaia di migliaia di firme false usando sempre lo stesso codice postale del Regno Unito. Moltissime firme erano associate a Palazzo di Westminster. Tutte le persone firmatarie di questa petizione figuravano come residenti in tanti diversi stati, tra cui anche Città del Vaticano che di residenti ne ha meno di 1000. Secondo gli analisti tutta la storia dimostrerebbe che ci sono delle falle nelle democrazie. Sarebbero state raccolte perfino le firme di 56 residenti di Pitcairn, uno degli stati più piccolo del mondo. Nella petizione si contano ben 24.867 firme provenienti dalla Corea del Nord, proprio lì dove la censura impedisce l’accesso ad internet. Per non parlare delle firme che arrivano da Palau, dalle Isole Vergini Britanniche, dal Liechtenstein e dai territori palestinesi occupati.

Un hacker, scrivendo un po’ in arabo e un po’ in inglese, ha dichiarato di arrivare dalla Siria e ha attribuito la realizzazione del referendum soltanto alla volontà del Signore. Il fatto che siano state raccolte molte più firme di quelle dei residenti sarebbe dovuto al fatto che anche Dio sta benedicendo l’operazione. Un utente anonimo invece ha dichiarato di aver apposto 33.000 firme e di aver lasciato agire lo script anche quando faceva la doccia.

Ora le autorità britanniche stanno indagando per capire quante delle firme raccolte sono false. Queste saranno scorporate dal totale ma resta il fatto che si tratta di un referendum molto gettonato. Gli hacker da parte loro continuano a prendersi gioco online della fragilità del sistema digitale britannico. Uno di loro ha detto:

Mentre tutti voi stavate scherzando sulla pazzia collegata a questa attività, in realtà vi ho dimostrato che il passo sono io. Ho hackerato il sito di petizioni del Regno Unito e ora sto votando come un matto. Perché sto facendo questo? Per dimostrare che le vostre democrazie sono uno scherzo. La prova? Sto dirottando l’1% dei miei voti facendoli apparire come provenienti da Città del Vaticano. Andate a controllare il file JSON.

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