Diritto alla maternità: Trump potrebbe metterci dei limiti

Donald Trump è senz’altro un personaggio eccentrico, sempre nell’occhio del ciclone per le sue dichiarazioni al quanto estremiste. Eppure si parla di lui in continuazione e questo gli ha garantito una popolarità che va al di là dei contenuti. Ma se fosse pronto a negare anche il diritto alla maternità delle donne?

Keli Goff spiega in un articolo del The Daily Beast che Trump non odia soltanto le donne, Trump odia tutti ed è evidente dalle dichiarazioni che ha collezionato durante la campagna elettorale. In effetti è soltanto con l’odio verso il genere umano che si può spiegare l’atteggiamento di un uomo che si dichiara a favore della vita ma potrebbe voler indicare dei paletti per limitare il diritto alla riproduzione delle donne.

Social problems woman

Si è arrivati a questa conclusione mettendo insieme una serie di dichiarazioni del candidato repubblicano alla Casa Bianca. A marzo, per esempio, Chris Matthews ha chiesto a Trump se le donne che abortiscono dovrebbero essere punite per l’interruzione della gravidanza. Trump ha risposto in modo affermativo spiegando con sufficienza che l’unico modo per far rispettare il divieto di abortire è con una qualche forma di punizione.

Tutti i movimenti in difesa della donna e della sua capacità e possibilità di scegliere se portare a termine una gravidanza o interromperla, sono insorti contro il candidato repubblicano che si è tirato addosso anche le ire del movimento anti-abortista che mai ha detto che la donna che abortisce deve essere punita. Trump però non è stato così perspicace ed è caduto nel più banale degli errori. Peccato che dalla sua parte non abbia nemmeno una cultura religiosa forte. Gli stessi antiabortisti, infatti, additato lo stile di vita e la misoginia di Trump, dimostrando che è contrario ai costumi religiosi della chiesa di cui dice di essere parte.

Tutto questo è successo due mesi fa e da allora Trump ha dovuto fare una scelta: assecondare il movimento anti-abortista acquisendo il loro linguaggio, oppure fingersi un cristiano perfetto. Probabilmente per lui è più facile optare per la prima soluzione. Non è un caso che in settimana sia stato intervistato da Robert Draper per il New York Times Magazine e abbia detto:

“Non volevo una punizione come la prigione per le donne che abortiscono. Sto dicendo che le donne si possono e devono punire ma non voglio che la gente pensi che la punizione sia di mandarle dietro le sbarre. Faccio un passo indietro”.

Un po’ a tutti questa dichiarazione è sembrata una scusa, un giro di parole per accattivarsi il voto degli anti-abortisti senza sembrare misogino, ammettendo che le donne devono essere punite ma anche “controllate”. Per quale motivo?

Il perfetto anti-abortista non deve mai ammettere pubblicamente che la donna che vuole abortire è soltanto una poco di buono da punire. Bisogna però che passi un altro messaggio: far sì che le donne portino a termine la gravidanza, le aiuterà a non sentirsi in colpa in futuro. Per cui il parto stesso, per quanto “obbligato” è uno strumento di correzione che le aiuterà a riscoprire il vero valore della femminilità, della castità e della fertilità, raggiungendo l’ideale di donna e moglie che questo movimento promuove.

Ma perché Trump va in questa direzione?

Perché sa che molti giudici influenti della Corte Suprema si sono accaniti negli ultimi anni in battaglie contro gli omosessuali, contro l’aborto e anche contro la contraccezione. Ed è in questo bacino elettorale che Trump vuole fare man bassa di voti, sapendo benissimo che dimostrandosi pro-life sarà anche perdonato dai religiosi di destra per il suo stile di vita poco ortodosso. Gli anti-abortisti hanno “abboccato” all’esca comunicativa del candidato alla Casa Bianca e sono pronti a sostenerlo senza sapere che probabilmente a lui non interessano affatto i diritti delle donne, l’aborto e quant’altro.

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Commenti

  1. […] In questo momento i curatori della campagna elettorale di Trump stanno pensando a come far passare il loro messaggio attraverso cartelloni e vecchi sistemi di comunicazione. Non c’è la volontà di ricalcare l’approccio di Bush che per esempio decise di incontrare gli Amish in un ambiente riservato, senza fotografi, chiedendo loro di pregare per lui, prima ancor che di votarlo. L’umiltà di Bush non è propria della personalità di Trump che adesso dovrà anche ritrattare su temi importanti come la famiglia e il divorzio. […]

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