Chi ha bisogno della mamma? La storia di Ian e dei suoi 3 figli

Ian ha tre figli e non ha mai avuto una moglie che potesse fare da mamma ai suoi gemelli. Eppure è tutto normale, forse anche più di altri casi.

Bachelor Ian Mucklejohn è diventato il primo padre surrogato della Gran Bretagna nel 2001 e dopo 15 anni si chiede se ci sia ancora qualcuno pronto a dire che i bambini hanno bisogno sempre della mamma. 

Ian Mucklejohn ha pagato 50.000 sterline per una madre surrogata, per avere la donazione degli ovuli e da questa “donazione” ha ottenuto tre figli. Dopo 15 anni torna a parlare di com’è cambiata la sua vita da padre, di come abbia cercato di non far mancare nulla ai suoi figli. E naturalmente hanno parlato anche loro!

Come molti padri Ian è spesso esasperato dalla “lotta” con i figli adolescenti. Dice che mai prima d’ora aveva pensato che la rivalità tra fratelli potesse essere così difficile da gestire. Il problema di questi ragazzi è che tra loro non condividono nulla. Una lamentela in cui si riconoscono molti altri genitori. Ian è padre di tre gemelli e può certamente esprimere bene il suo sgomento, in più ha una famiglia che ha “potuto” e saputo progettare, insomma niente per caso.

storiaian

Ian è un uomo d’affari eterosessuale di 54 anni, scapolo che nel 2001 ha deciso di diventare padre ed è stato il primo uomo single nel Regno Unito ad avere dei figli da una mamma surrogata. I suoi tre figli sono stati concepiti – forse è triste raccontarlo così – a seguito di una parola inserita su un motore di ricerca. Insomma Ian, ha cercato di capire informandosi su internet, quanto gli costasse la paternità. 50.000 sterline è stato il costo finale. Lo raccontiamo così perché le accuse mosse nei suoi confronti sono state tantissime: è stato definito egoista, una persona che ha comprato figli per corrispondenza e li ha messi al mondo senza dare loro una madre.

Dopo 15 anni i bambini di allora sono adolescenti che stanno per diventare adulti. Il padre non si è mai sposato e non ha introdotto nella loro famiglia una mamma. L’unica presenza femminile costante è stata Esther Rantzen che è poi è la madrina di Lars, uno dei ragazzi.

Ian spiega che non ne hanno mai sentito il bisogno e che sono una normale famiglia monoparentale. Lui ha fatto una scelta e ha preso una decisione dopo una lunga riflessione. Non si è improvvisato padre. Ha condiviso anche le riflessioni con i giornalisti del Daily Mail cui racconta:

“Tutti noi vorremmo vivere in un mondo ideale, ma non è possibile. Tutti noi siamo limitati, in qualche modo, come esseri umani anche se la maggior parte di noi cerca di fare del proprio meglio. Una madre è una cosa meravigliosa ma la mia opinione è che l’amore è tutto quel che serve per crescere una famiglia: se proviene da una o da due persone è irrilevante. Io sento di avere abbastanza amore.”

La sua famiglia comunque sembra meravigliosa e felice. Lui è un uomo ricco, istruito e di successo. In casa ha tutto quel che serve, da quadri di arte moderna al tavolo da ping-pong per i ragazzi. Le camere dei bambini sono disordinate tra maglie da calcio e computer, proprio come tutte le camere degli adolescenti. Ian lascia molta libertà ai figli di fare quel che vogliono, però è categorico su una cosa: si cena tutti insieme.

Ha raccontato anche del perché ha scelto Melissa come donatrice di ovuli: perché non soltanto era una bella dona, ma era anche molto spiritosa, gentile e intelligente. Aveva 27 anni all’epoca e stava completando gli studi di ingegneria civile. Tutta una serie di qualità che Ian vorrebbe trasmettere ai figli. Il percorso giuridico per il riconoscimento dei bambini, dagli Stati Uniti al Regno Unito è stato un po’ complesso mentre è andato tutto liscio sul fronte genitoriale.

Le autorità si aspettano una presenza femminile in casa ma Ian ha soltanto consentito ai figli di incontrare la loro madre biologica. Per il resto ha dimostrato di essere un padre presente e attento, insomma di bastare alla famiglia. Anche i ragazzi dimostrano di essere quasi refrattari alla presenza femminile in casa. Per loro, ormai, la vita funziona in questo modo e non gli sembra poi così strana.

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